San Zosima
San Zosima, igumeno di Solovki e grande luminare del Nord russo, fu il fondatore del monachesimo cenobitico sull’isola di Solovki. Nacque nella diocesi di Novgorod, nel villaggio di Tolvui presso il lago Onega. Fin dai suoi primi anni fu educato nella pietà, e dopo la morte dei suoi genitori, Gabriele e Barbara, distribuì i suoi beni e ricevette la tonsura monastica.
In cerca di un luogo solitario, si recò sulle rive del Mar Bianco, e alla foce del fiume Suma incontrò san German (30 luglio), che gli parlò di un’isola marina deserta, dove egli aveva trascorso sei anni con san Savvatij (27 settembre).
Verso l’anno 1436 gli asceti attraversarono il mare e, per divina provvidenza, giunsero alle isole Solovki. Là san Zosima ebbe la visione di una bella chiesa nel cielo. Con le proprie mani i monaci costruirono le celle e un recinto, e iniziarono a coltivare la terra e a piantare semi.
Una volta, sul finire dell’autunno, san German dovette recarsi sulla terraferma per procurarsi dei viveri. A causa del tempo autunnale non riuscì a tornare. San Zosima rimase solo sull’isola per tutto l’inverno, sopportando molte tentazioni nelle sue lotte con i demoni. La morte per fame lo minacciava, ma miracolosamente apparvero due sconosciuti che gli lasciarono una provvista di pane, farina e olio. In primavera san German tornò a Solovki con un pescatore di nome Mark, e portò viveri e del materiale per fabbricare delle reti da pesca.
Quando diversi eremiti si furono raccolti sull’isola, san Zosima costruì una piccola chiesa di legno in onore della Trasfigurazione del Signore, e una trapeza. Su richiesta di san Zosima, dalla città di Novgorod fu inviato un igumeno al neonato monastero con un antimins per la chiesa. Così ebbe inizio il rinomato Monastero di Solovki. Nelle dure condizioni dell’isola remota i monaci sapevano come risparmiare. Ma gli igumeni che venivano mandati da Novgorod a Solovki non riuscivano a sopportare una vita in condizioni così severe, e così i fratelli elessero san Zosima come loro igumeno.
San Zosima si occupò di edificare la vita interiore del monastero, e introdusse una rigorosa regola cenobitica. Nel 1465 trasferì le reliquie di san Savvatij al monastero di Solovki dal fiume Vyg. Il monastero subiva angherie dai nobili di Novgorod, che confiscavano il pesce pescato dai monaci. Il santo fu costretto a recarsi a Novgorod per chiedere la protezione dell’arcivescovo.
Seguendo il consiglio dell’arcivescovo, egli visitò le case dei nobili e chiese loro di non permettere che il monastero subisse danni. L’influente e ricca Marta Boretskaja ordinò empiamente che san Zosima fosse cacciato via, ma poi si pentì e lo invitò a un banchetto. A quel banchetto egli vide improvvisamente che sei degli illustri nobili che sedevano lì erano senza testa. San Zosima raccontò al suo discepolo Daniele questa visione, e predisse l’imminente morte dei nobili. La sua predizione si avverò nell’anno 1478, quando i sei boiari furono giustiziati durante la presa di Novgorod da parte di Ivan III (1462-1505).
Poco prima del suo riposo, il santo preparò la propria tomba, nella quale fu sepolto dietro l’altare della chiesa della Trasfigurazione (+ 17 aprile 1478). In seguito, fu costruita una cappella sopra le sue reliquie. Le sue reliquie e quelle di san Savvatij furono trasferite nella cappella che fu dedicata a loro presso la cattedrale della Trasfigurazione l’8 agosto 1566.
Molti miracoli avvennero quando san Zosima e san Savvatij apparvero ai pescatori che stavano perire negli abissi del mare. San Zosima è considerato anche patrono dell’apicoltura e protettore degli alveari; è persino conosciuto come “l’Apicoltore”. Coloro che sono malati spesso accorrono a san Zosima, chiedendo di essere guariti. Le numerose chiese ospedaliere a lui dedicate attestano il grande potere di guarigione delle sue preghiere a Dio.
San Zosima è commemorato anche l’8 agosto, e nelle prime (1566) e seconde (1992) traslazioni delle reliquie dei santi Zosima e Savvatij.



