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San Vito e compagni, martiri - immagine

San Vito e compagni, martiri

06-15

Santa Crescentia soffrì per Cristo durante il regno dell’Imperatore Diocleziano (284-305) insieme ai santi martiri Vito e Modesto. Era la governante di San Vito e cercò di salvare il ragazzo quando suo padre voleva ucciderlo perché non voleva abbandonare la sua fede in Cristo.

Santa Crescentia e il precettore del ragazzo, San Modesto, che erano cristiani, lo portarono via di nascosto dalla casa paterna. Trovarono una barca presso il fiume, e un angelo entrò nella barca con loro. Giunsero nel territorio italiano della Lucania, dove i santi vissero tranquillamente, nascondendosi da coloro che li avrebbero perseguitati. Il santo giovane continuò a guarire i malati e a convertire i pagani al Cristianesimo. La sua fama presto si diffuse in tutta la regione.

I Santi Vito e Modesto furono arrestati e gettati in prigione, poi Diocleziano li fece torturare. Santa Crescentia uscì dalla folla degli spettatori e si dichiarò cristiana. Rimproverò l’imperatore per la sua crudeltà, ed egli la condannò anch’ella alla tortura.

San Vito gridò a Dio: «O Dio, salvaci con la Tua potenza e liberaci». Allora si scatenò un terremoto, e molti pagani morirono sotto gli edifici crollati. Diocleziano fuggì impaurito nei suoi appartamenti. Un angelo liberò i martiri dalle colonne e li portò in Lucania.

San Vito pregò che Dio accogliesse in pace le loro anime e non privasse della Sua beneficenza coloro che avessero custodito la loro memoria. Una Voce venne dal Cielo: «La tua preghiera è stata esaudita». Allora i santi consegnarono con gioia le loro anime a Dio.

Santa Crescentia è commemorata anche il 16 maggio.