San Tommaso, folle per Cristo
Il santo Tommaso, folle per Cristo, era un monaco in uno dei monasteri di Caesarea di Cappadocia (Asia Minore). La sua obbedienza consisteva nel raccogliere elemosine per il monastero. Quando il beato Tommaso giunse nella città di Antiochia, in Siria, iniziò la sua impresa di follia per amore di Cristo.
L’economo di una delle chiese, un certo Anastasio, si irritò per le insistenze di san Tommaso e lo colpì sulla guancia. I presenti rimproverarono Anastasio per il suo modo inappropriato di trattare il folle, ma san Tommaso li calmò dicendo: «Da questo momento non accetterò più nulla da Anastasio, né Anastasio potrà più darmi nulla». Queste parole si rivelarono profetiche. Anastasio morì il giorno seguente, e il santo morì anche lui lungo la strada per il suo monastero, presso la chiesa di sant’Eutimio nel sobborgo di Daphne. Lo seppellirono in un luogo riservato alla sepoltura degli stranieri.
Dopo un certo tempo seppellirono un altro straniero nella tomba del santo. Dopo quattro ore la terra sulla tomba dello straniero fu scagliata via. Coprirono di nuovo la tomba, ma al mattino la terra sulla tomba era di nuovo aperta. Riesumarono lo straniero e lo seppellirono in un altro luogo.
La stessa cosa accadde quando seppellirono due donne nelle vicinanze. Tutti capirono che san Tommaso non desiderava che una donna fosse sepolta sopra di lui. L’accaduto fu riferito al patriarca Domnos di Antiochia (546-560). Per suo comando le reliquie di san Tommaso furono trasferite ad Antiochia e deposte in un cimitero dove riposavano le reliquie di molti santi martiri. Sopra queste reliquie fu costruita una piccola chiesa, dalla quale si verificarono molte guarigioni.
Per le preghiere di san Tommaso cessò ad Antiochia una pestilenza mortale. Da quel momento gli abitanti iniziarono a onorare ogni anno la memoria di san Tommaso.

