San Tito il Taumaturgo
Fin dalla giovinezza, San Tito il Taumaturgo mostrò zelo per la vita monastica. Si esercitò nell’ascesi nel IX secolo presso il Monastero Studion, vicino a Costantinopoli. Con il suo digiuno e la sua indole mite, San Tito si guadagnò l’amore dei fratelli e, su loro richiesta, fu ordinato ieromonaco.
La sua anima era colma di ardente amore per Dio e per il prossimo. Come il Signore aveva detto ai suoi discepoli: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera» (Giovanni 4,34). Così era per San Tito. Il suo cibo era fare in ogni modo la volontà del Padre celeste e utilizzare la sua vita per l’edificazione morale e spirituale dei suoi fratelli (I Corinzi 3,9). A motivo della purezza della sua anima e della sua vita virtuosa, Dio lo ricompensò con il dono di compiere miracoli. Divenne così il padre spirituale di molti laici e monaci, che ricevettero beneficio dai suoi consigli.
San Tito difese la venerazione ortodossa delle Sante Icone durante la persecuzione iconoclasta, rimanendo saldo nella Fede fino alla fine della sua vita; poi si dipartì verso il Signore.



