San Tito apostolo
San Tito, Apostolo del numero dei Settanta, era originario dell’isola di Creta, figlio di un illustre pagano. In gioventù studiò la filosofia ellenistica e gli antichi poeti. Preso dalle scienze, Tito conduceva una vita virtuosa, senza abbandonarsi ai vizi e alle passioni che caratterizzavano la maggior parte dei pagani. Conservò la sua verginità, come ne testimonia di lui il santo Ieromartire Ignazio il Portatore di Dio (20 dicembre).
Per un tale modo di vita il Signore non lo lasciò senza il Suo aiuto. All’età di vent’anni, san Tito udì in sogno una voce che gli suggeriva di abbandonare la sapienza ellenistica, che non poteva procurare salvezza alla sua anima, e di cercare invece ciò che l’avrebbe salvata. Dopo questo sogno, san Tito attese ancora un anno, poiché non si trattava di un vero e proprio comando, ma esso lo spinse a familiarizzarsi con gli insegnamenti dei profeti di Dio. Il primo che gli capitò di leggere fu il Libro del Profeta Isaia. Avendolo aperto al capitolo 47, fu colpito dalle parole che sembravano parlare della sua stessa condizione spirituale.
Quando giunse a Creta la notizia dell’apparizione di un Grande Profeta in Palestina, e dei grandi miracoli che Egli compiva, il governatore dell’isola di Creta (uno zio di Tito) lo mandò là. Questo Profeta era lo stesso Signore Gesù Cristo, incarnato dalla Santissima Vergine Maria, che era venuto nel mondo per la redenzione del genere umano dalla schiavitù del peccato ancestrale.
A Gerusalemme, san Tito vide il Signore. Udì la Sua predicazione e credette in Lui. Fu testimone della sofferenza e della morte del Salvatore sulla Croce, della Sua gloriosa Risurrezione e Ascensione al Cielo. Nel giorno della Pentecoste il futuro apostolo udì come i Dodici Apostoli, dopo la discesa dello Spirito Santo, parlavano in varie lingue, tra le quali vi era anche la lingua cretese (Atti 2,11).
San Tito ricevette il Battesimo dall’apostolo Paolo e divenne il suo più stretto discepolo. Accompagnò san Paolo nei suoi viaggi missionari, adempiendo gli incarichi che gli venivano affidati. Partecipò alla fondazione di nuove Chiese, e fu con Paolo a Gerusalemme.
San Tito fu annoverato tra i Settanta Apostoli e fu costituito vescovo di Creta dall’apostolo Paolo. Intorno all’anno 65, non molto prima della sua seconda prigionia, l’apostolo Paolo inviò una epistola pastorale a suo figlio nella fede (Tt 1,4).
Quando l’apostolo Paolo fu condotto come un criminale a Roma per comparire a giudizio davanti a Cesare, san Tito lasciò per un certo tempo il suo gregge a Creta e andò a Roma per essere di servizio al suo Padre spirituale. Dopo la morte per martirio di san Paolo, Tito tornò a Gortyna, la città principale di Creta.
San Tito guidò pacificamente il suo gregge e si affaticò per illuminare i pagani con la luce della fede in Cristo. Gli fu concesso dal Signore il dono dei miracoli. Durante una delle feste pagane in onore della dea Diana, Tito predicò a una folla di pagani.
Vedendo che non volevano ascoltarlo, pregò il Signore affinché il Signore stesso mostrasse al popolo sviato la falsità degli idoli. Per la preghiera di san Tito, l’idolo di Diana cadde e si frantumò davanti agli occhi di tutti. Un’altra volta san Tito pregò che il Signore non permettesse il completamento di un tempio di Zeus, e questo crollò.
Con tali miracoli san Tito condusse molti alla fede in Cristo. Dopo aver portato la luce della fede alle regioni circostanti, san Tito morì in pace all’età di novantasette anni. Al momento della sua morte, il suo volto brillava come il sole.



