San Teodoro il Graptòs
San Teodoro il Confessore, e suo fratello Teofane (11 ottobre) nacquero a Gerusalemme da genitori cristiani. Fin dalla prima infanzia Teodoro rifuggiva dai passatempi infantili e amava partecipare alle funzioni in chiesa. Con il fratello minore Teofane (11 ottobre), fu mandato alla Lavra di San Savva per essere educato da un pio sacerdote. Entrambi i fratelli divennero monaci, e San Teodoro fu ordinato al santo sacerdozio.
L’imperatore iconoclasta Leone V l’Armeno (813-820) depose e sostituì il pio sovrano Michele I Rangabe (811-813). All’inizio, Leone nascose le sue vedute eretiche, ma in seguito si dichiarò iconoclasta. Il Patriarca di Gerusalemme mandò i due fratelli a Costantinopoli per difendere le sacre icone. Teodoro confutò gli argomenti di Leone, dimostrando la falsità delle sue credenze. Leone ordinò che entrambi i fratelli fossero percossi senza misericordia, poi li fece mandare in esilio, proibendo a chiunque di aiutarli in qualsiasi modo.
Sotto i successivi imperatori, Michele II (820-829), e in particolare sotto l’iconoclasta Teofilo (829-842), entrambi i fratelli tornarono dall’esilio. Di nuovo furono sollecitati ad accettare l’iconoclasmo, ma sopportarono coraggiosamente tutte le torture. Furono mandati nuovamente in esilio, ma poi tornarono. Questa volta furono sottoposti a feroci tormenti e, infine, i loro volti furono marchiati con i versi di una poesia che scherniva i santi confessori. Perciò i fratelli furono chiamati “i Marchiati”.
Il prefetto della città chiese a San Teodoro di comunicarsi con gli iconoclasti una sola volta, promettendogli la libertà se lo avesse fatto. Ma il santo martire rispose: «La tua proposta equivale a dire: “Lascia che ti tagli la testa una volta, e poi potrai andare dove vorrai”».
Dopo le torture, i santi fratelli furono banditi ad Apamea in Bitinia, dove San Teodoro morì intorno all’anno 840. San Teofane sopravvisse fino alla fine dell’eresia iconoclasta e morì come vescovo di Nicea. San Teofane fu autore di molti scritti in difesa dell’Ortodossia. Le reliquie di San Teodoro furono trasferite a Calcedonia, dove operarono molte guarigioni.

