San Romano di Tarnovo
San Teodosio il Bulgare e il suo discepolo Romano. San Teodosio iniziò la sua impresa nella città di Viddino, nel monastero di San Nicola. Dopo la morte dell’igumeno Giobbe si stabilì nei pressi di Trnovo, allora capitale della Bulgaria, nel monastero della Santa Montagna della Santissima Theotokos, in cerca di una guida spirituale.
Egli lasciò il monastero della Santa Montagna e per lungo tempo andò di monastero in monastero. Infine, venne a sapere del monastero nel deserto chiamato “Nascosto”, dove, nella ricerca dell’ascesi, san Gregorio del Sinai (8 agosto) si era trasferito dall’Athos. San Teodosio trovò in lui una guida esperta della vita contemplativa. San Gregorio insegnava: “Prima della morte noi giacciamo nell’Ade; chi non riconosce sinceramente di essere un peccatore, e che le bestie e il bestiame sono più puri, è più malvagio dei demoni, essendone divenuto schiavo obbediente”.
Il monastero nel deserto di san Gregorio del Sinai soffriva spesso per le incursioni dei briganti. L’abate mandò san Teodosio dall’imperatore Alessandro con una richiesta di difendere il monastero. Il pio zar bulgaro, su richiesta dell’asceta, gli fornì i mezzi per circondare il monastero con forti mura e torri, e rese il monastero sicuro con terre e bestiame.
Durante il suo ultimo viaggio a Trnovo per un incarico dell’abate presso lo zar, un nobile chiese a san Teodosio di prenderlo con sé al monastero. Il santo asceta lo condusse a san Gregorio del Sinai. Questi era Romano, che divenne il sincero e amato discepolo di san Teodosio.
Dopo la morte di san Gregorio del Sinai (27 novembre 1347), san Teodosio rifiutò di diventare superiore del monastero, e lasciò il monastero con il suo discepolo Romano per le lotte della vita solitaria. Fondarono un monastero su una collina vicino a Trnovo, chiamato poi Teodosiev.
San Teodosio era famoso come zelante difensore dell’Ortodossia contro molte eresie, specialmente contro i Bogomili, i Giudaizzanti e i Messaliani. I loro falsi insegnamenti erano particolarmente perniciosi. Il Patriarca e lo Zar prestarono grande aiuto a san Teodosio nella lotta contro gli eretici. Inoltre, il santo asceta tradusse in slavo scritti greci.
Nel 1360 si ammalò gravemente. Desiderando vedere ancora una volta il suo amico san Callisto, si recò da lui a Costantinopoli, affidando la direzione del monastero al suo discepolo Romano.
San Teodosio morì a Costantinopoli il 17 febbraio 1362. Il suo discepolo, san Romano, divenne superiore del monastero.

