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San Menas, arcivescovo di Costantinopoli - immagine

San Menas, arcivescovo di Costantinopoli

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San Menas, patriarca di Costantinopoli (536-552), fu dapprima presbitero a Costantinopoli e sovrintendente lì della Casa di San Sampson l’Ospitaliere per i poveri e i bisognosi durante il regno di Sant’Giustiniano I (527-565). Dopo la rimozione dell’eretico Anthimus (535-536), il santo presbitero Menas fu elevato al trono patriarcale di Costantinopoli come uno degno di essere vescovo, a causa della sua profonda virtù e della ferma confessione dell’Ortodossia.

Agapito, vescovo di Roma (535-536), partecipò alla consacrazione di San Menas. Era venuto a Costantinopoli per deporre l’eretico Anthimus. Durante il patriarcato di San Menas avvenne a Costantinopoli un miracolo, che fu conosciuto in tutta la città.

Un certo bambino ebreo andò con altri bambini in chiesa e partecipò ai Santi Misteri di Cristo. A casa, raccontò questo fatto a suo padre. In una terribile collera, egli afferrò il bambino e lo gettò in una fornace rovente (il padre era un vetraio). Non disse nulla a sua moglie. Per tre giorni, la madre cercò in lacrime suo figlio, chiamandolo a gran voce. Il terzo giorno, egli uscì dalla fornace rovente. Quando la madre tirò fuori il bambino, lo trovò illeso.

Il fanciullo disse che una Signora radiantissima era venuta da lui, raffreddando il fuoco e portandogli acqua e cibo. Questo fatto giunse a conoscenza di San Menas e dell’imperatore Giustiniano I. Il bambino e sua madre ricevettero il Battesimo, ma il padre del fanciullo rimase ostinato e non volle pentirsi, malgrado il grande miracolo di cui era stato testimone. Allora l’imperatore ordinò che il padre fosse processato come infanticida, e lo condannò a morte.

Il santo patriarca Menas governò la Chiesa di Costantinopoli per sedici anni. Durante il suo patriarcato a Costantinopoli fu consacrata la famosa chiesa della Hagia Sophia, la Sapienza di Dio. Il santo morì in pace nell’anno 552.