San Leonzio e i compagni Ipazio e Teodulo, martiri
I Santi Martiri Leonzio, Ipazio e Teodulo erano soldati romani. Il santo Martire Leonzio, di origine greca, prestava servizio come comandante dell’esercito imperiale nella città fenicia di Tripoli durante il regno di Vespasiano (70-79). Leonzio si distingueva per il suo coraggio e il suo buon senso, e gli abitanti di Tripoli lo tenevano in grande considerazione a causa della sua virtù.
L’imperatore nominò il senatore romano Adriano governatore del distretto fenicio, con pieni poteri di dare la caccia ai cristiani e, nel caso rifiutassero di offrire sacrifici agli dèi romani, di consegnarli ai tormenti e alla morte. E mentre era in viaggio verso la Fenicia, Adriano ricevette un rapporto secondo cui San Leonzio aveva distolto molti dall’adorare gli dèi pagani. Il governatore inviò il tribuno Ipazio con un distaccamento di soldati a Tripoli per trovare e arrestare il cristiano Leonzio. Durante il viaggio il tribuno Ipazio si ammalò gravemente e, essendo in punto di morte, vide in sogno un angelo che disse: «Se vuoi essere guarito, tu e i tuoi soldati dovete dire tre volte: “Dio di Leonzio, aiutami.”»
Aprendo gli occhi, Ipazio vide l’angelo e disse: «Sono stato mandato ad arrestare Leonzio, come mai dovrei invocare il suo Dio?» In quel momento l’angelo divenne invisibile. Ipazio raccontò il suo sogno ai soldati, tra i quali c’era il suo amico Teodulo, e tutti insieme chiesero aiuto al Dio che San Leonzio confessava. Ipazio fu immediatamente guarito, con grande gioia dei suoi soldati, ma solo Teodulo rimase in disparte, meditando sul miracolo. La sua anima si riempì di amore per Dio, ed egli disse a Ipazio di affrettarsi il doppio per giungere in città in cerca di San Leonzio.
Al loro arrivo in città, un estraneo li incontrò e li invitò a casa sua, dove offrì ai viandanti una sontuosa ospitalità. Avendo appreso che il loro ospite così ospitale era San Leonzio, si gettarono in ginocchio e lo pregarono di illuminarli con la fede nel vero Dio. Lì furono battezzati, e quando San Leonzio pregò su di loro invocando il Nome della Santissima Trinità, una nube luminosa adombrò i neo-battezzati e fece cadere la pioggia. I rimanenti soldati, alla ricerca del loro comandante, giunsero a Tripoli, dove era arrivato anche il governatore Adriano. Venuto a sapere ciò che era accaduto, egli ordinò che i Santi Leonzio, Ipazio e Teodulo fossero condotti da lui. Dopo averli minacciati di torture e di morte, impose loro di rinnegare Cristo e di offrire sacrifici agli dèi romani.
Tutti i martiri confessarono fermamente la loro fede in Cristo. San Ipazio fu posto sotto una colonna e straziato con artigli di ferro, e San Teodulo fu crudelmente percosso con verghe. Vedendo l’incrollabile fermezza dei santi, li decapitarono. E dopo le torture, mandarono San Leonzio in prigione. Al mattino egli comparve davanti al governatore. Adriano cercò di sedurre il santo martire con onori e ricompense e, non riuscendo in nulla, lo consegnò a nuove torture. Il santo martire fu sospeso a testa in giù da una colonna con una pesante pietra legata al collo, ma nulla poté indurlo a rinnegare Cristo. Il governatore diede ordine di percuotere il sofferente con verghe finché morisse. Poi gettarono il corpo del santo Martire Leonzio fuori della città, ma i cristiani gli diedero con riverenza sepoltura presso Tripoli. La morte dei santi martiri avvenne tra il 70 e il 79.
L’accusa contro San Leonzio, e le sue sofferenze e la sua morte furono registrate su tavole di stagno redatte dallo scriba di corte [commentarisius]. Queste tavole furono deposte presso la tomba del santo martire.



