San Leone il Taumaturgo, vescovo di Catania
San Leone nacque a Ravenna, in Italia, da genitori pii e nobili. Era famoso per la sua benevolenza e carità, così come per il suo amore cristiano per i poveri e i viandanti. Dopo aver completato gli studi, fu ordinato presbìtero a Ravenna e, più tardi, a causa della sua purezza e della sua vita profondamente spirituale, fu consacrato vescovo di Catania in Sicilia. Divenne il protettore degli orfani e delle vedove, ammaestrando e pascendo il suo gregge.
Il Santo si distinse anche per le sue lotte contro gli eretici, che egli sconfisse e svergognò non solo con le parole, ma anche attraverso i suoi scritti. Il Signore lo onorò con i carismi di guarire le persone da varie malattie e di compiere miracoli.
Durante l’episcopato di San Leone, viveva a Catania un mago di nome Heliódoros, che ingannava la gente con i suoi falsi miracoli. Era stato un tempo cristiano, ma poi rinnegò il Salvatore e divenne servo del diavolo. San Leone esortò Heliódoros a trattenersi dalle sue opere malvage e a tornare a Dio, ma tutto fu vano. Un giorno Heliódoros entrò con audacia nella chiesa dove il vescovo stava celebrando i Divini Servizi, e cercò di creare disordini, seminando confusione e tentazione con le sue arti magiche.
Vedendo il popolo assalito dai demoni sotto l’incantesimo del mago, San Leone comprese che il tempo delle miti esortazioni era passato. Uscì dall’altare e legò il suo omoforio attorno al collo del mago, conducendolo fuori dalla chiesa fino alla piazza della città. Là costrinse Heliódoros a confessare tutte le sue opere malvage. Poi comandò che fosse acceso un fuoco e vi saltò dentro insieme al mago. Rimasero lì finché Heliódoros fu consumato dal fuoco. San Leone, per la grazia di Dio, rimase illeso. Questo miracolo rese il Gerarca molto rinomato già durante la sua vita, perciò il Santo fu invitato a visitare Costantinopoli dagli imperatori Leone IV (775 – 780) e Costantino VI (780 – 798), dove ricevette molti onori. San Leone si addormentò nel Signore in pace nel 785.
Dopo la sua morte, una donna affetta da perdite di sangue fu guarita presso la sua tomba. Il corpo del Santo fu deposto nella chiesa della santa martire Lucia (13 dicembre), che egli stesso aveva costruito. In seguito, le sue reliquie furono trasferite nella chiesa di San Martino, vescovo di Tours (11 novembre), a Roma.



