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San Fabio ieromartire, vescovo di Roma - immagine

San Fabio ieromartire, vescovo di Roma

08-05

San Fabio, quando era presbitero, seppelliva senza timore i corpi dei martiri. Dopo la morte del ieromartire Antero, papa di Roma, san Fabio gli succedette come papa.

San Fabio amava san Ponzo come se fosse suo proprio figlio. San Ponzo distribuì insieme a san Fabio tutti i suoi averi per le necessità dei poveri. Dopo la morte dell’empio Massimiano, il nuovo imperatore Gordiano (238-244) non perseguitò i cristiani. L’imperatore Filippo (244-249), insieme a suo figlio e co-reggente Filippo, fu persuaso dai colloqui e dalla predicazione di san Ponzo a credere in Cristo e a ricevere il Battesimo da san Fabio.

Con il permesso degli imperatori, i santi Ponzo e Fabio distrussero la statua di Giove nel tempio pagano e vi edificarono una chiesa. Per quattro anni la Chiesa di Cristo dimorò in pace e tranquillità. Poi Decio (249-251) salì al trono, dopo aver organizzato una ribellione e assassinato l’imperatore Filippo e suo figlio.

E in quel tempo san Fabio, vescovo di Roma (+ 250), accettò la morte per Cristo. San Ponzo lasciò Roma per la città di Cimelum (sul confine tra l’Italia e la Gallia) e vi visse come straniero. Al tempo dell’imperatore Valeriano (253-259), furono inviati crudeli torturatori con piena autorità per ricercare e uccidere i cristiani. Così Claudio e Anubio giunsero nella città di Cimelum a questo scopo.

San Ponzo confessò senza timore di essere cristiano e rifiutò di offrire sacrifici agli idoli. Lo incatenarono in ferri e lo gettarono in prigione. Fin dall’inizio del martirio il santo ammoniva con calma i torturatori, dicendo che il Signore avrebbe ridotto a nulla il tormento, e che essi avrebbero visto la potenza di Dio. Non appena i servi cercarono di legare san Ponzo al cavalletto, questo andò in pezzi, e i torturatori caddero a terra come morti.

“Convinciti, o uomo di poca fede, della potenza del mio Signore”, disse san Ponzo a Claudio, ma su consiglio di Anubio egli consegnò san Ponzo perché fosse sbranato da due orsi nel circo. Le belve feroci, senza toccare il santo, si avventarono invece sui loro guardiani e li sbranarono. Gli spettatori cominciarono a gridare: “L’unico Dio è il Dio dei cristiani, nel Quale Ponzo crede”. Per ordine dei torturatori fu acceso un fuoco, ma si spense e il santo rimase vivo. Neppure le sue vesti furono bruciate. La folla gridava ancor più forte: “Grande è il Dio dei cristiani!”. San Ponzo allora fu condannato alla decapitazione con la spada, e la sua esecuzione ebbe luogo nell’anno 257. Il corpo di san Ponzo fu sepolto dal suo amico Valeriano.