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San Dula, martire - immagine

San Dula, martire

06-15

Il Santo Martire Doulas era un pio cristiano della città di Praetoriada. Al culmine di una persecuzione contro i cristiani sotto Massimiano (305-313) lo arrestarono e lo mandarono a processo davanti al governatore del distretto di Cilicia, Massimo. Prima dell’inizio del processo il santo supplicò con fermezza il Signore di concedergli le parole per denunciare il culto degli idoli.

Durante l’interrogatorio, il santo martire confessò con coraggio Cristo e denunciò con forza la falsa religione dei pagani e i loro dèi, con i loro vergognosi vizi e passioni umane. Il governatore cercò di confutare la sua fede in Cristo, ma non fu in grado di resistere alle parole piene di grazia di San Doulas. Il governatore si infuriò, lo torturò senza pietà e, dopo l’interrogatorio, lo rimandò in prigione. A ogni nuovo interrogatorio il santo appariva forte nello spirito e nel corpo, preparato a nuovi tormenti. All’ultimo interrogatorio di San Doulas, gli ruppero la mandibola inferiore, gli spezzarono le ginocchia, e lo legarono al carro del governatore trascinandolo qua e là. In questo modo il santo martire morì, dopo essersi segnato con il Segno della Croce.

Sciolsero il suo corpo dal carro e lo gettarono nel fiume. La corrente trasportò le reliquie del santo martire fino alla sua città natale. I cani dei pastori scoprirono il santo corpo. Uno di loro si sedette a custodire il corpo del santo dagli uccelli, e un altro portò tra i denti il mantello di un pastore e ricoprì il corpo del santo. I pastori condussero i cristiani al corpo di San Doulas, che poi lo seppellirono con riverenza.