San Dionisio il Nuovo, di Zante, arcivescovo di Egina Santo Stefano il Confessore, già chiamato Dunalè
San Dionisio di Zakynthos, vescovo di Egina, nacque nel 1547 sull’isola di Zakynthos. Sebbene fosse nato in una famiglia nobile, era deciso a fuggire il mondo e rivolgere la sua mente alle cose celesti. Entrò nel monastero di Strophada e, dopo il tempo prescritto, fu rivestito dell’abito angelico dall’igumeno. Pur essendo giovane d’età, superò molti dei suoi anziani nella virtù, e fu trovato degno di essere ordinato al santo sacerdozio.
Benché protestasse la propria indegnità, San Dionisio fu consacrato vescovo di Egina. In quell’ufficio non cessò mai di istruire e ammonire il suo gregge, e molti erano attratti a lui per trarre profitto dalla sua sapienza. Egli temeva la lode degli uomini, affinché non cadesse nel peccato della vanagloria; perciò si dimise dalla sua cattedra e tornò a Zakynthos.
Nel 1579 la diocesi di Zakynthos rimase vedova (quando un vescovo muore, la sua diocesi è detta “vedova”), e Dionisio acconsentì a prendersene cura finché non fosse stato eletto un nuovo vescovo. Poi fuggì dalla vita mondana che non gli dava pace, e andò al Monastero della Santissima Theotokos Anaphonitria, a venti miglia dal villaggio principale.
Uno straniero assassinò il fratello del santo, Costantino, un illustre nobile. Temendo i parenti della sua vittima, lo straniero, per caso o per volontà di Dio, cercò rifugio nel monastero dove San Dionisio era igumeno. Quando il santo chiese al fuggiasco perché fosse così spaventato, egli confessò il suo peccato e rivelò il nome dell’uomo che aveva ucciso, chiedendo di essere protetto dalla vendetta della famiglia. San Dionisio pianse per il suo unico fratello, come è naturale. Poi confortò l’assassino e lo nascose, mostrandogli grande compassione e amore.
Ben presto i parenti del santo giunsero al monastero con un gruppo di uomini armati e gli raccontarono ciò che era accaduto. Egli finse di non saperne nulla. Dopo aver pianto con loro e aver cercato di consolarli, li mandò in una direzione sbagliata. Poi disse all’assassino che lui era il fratello dell’uomo che aveva ucciso. Lo ammonì come un padre e lo condusse al pentimento. Dopo averlo perdonato, San Dionisio lo condusse alla riva e lo aiutò a fuggire in un altro luogo per salvargli la vita. A causa della virtù cristica del santo, gli fu concesso il dono di compiere miracoli.
Dopo aver trascorso la sua vita in santità, San Dionisio raggiunse una grande età, quindi si dipartì verso il Signore il 17 dicembre 1624. Non solo le reliquie del santo sono incorrotte, ma egli è anche uno dei “santi che camminano” della Grecia (gli altri sono San Gerasimo e San Spiridone). Si dice che egli lasci la sua teca e vada in giro a compiere miracoli per coloro che cercano il suo aiuto. Di fatto, le suole delle sue pantofole si consumano e devono essere sostituite di tanto in tanto con un nuovo paio. Le vecchie pantofole vengono tagliate, e i pezzi sono distribuiti ai pellegrini. Il 24 agosto celebriamo la Traslazione delle sue Sante Reliquie. Per le preghiere di San Dionisio, Cristo nostro Dio abbia misericordia di noi e ci salvi.



