San Dionisio di Glushitsa il Taumaturgo
Il nostro santo padre Dionisio, originario di Vologda, fu uno dei più grandi asceti della Tebaide del Nord della Russia (cfr. A. Muraviev, La Tebaide russa del Nord, San Pietroburgo, 1855), ed ebbe legami con alcune delle figure più importanti del monachesimo russo, tra cui il santo Cirillo del Lago Bianco (9 giugno), del quale dipinse il ritratto.
San Dionisio diffuse la tradizione di san Cirillo dell’attività spirituale interiore e dell’amore per i poveri in tutte le regioni settentrionali della Russia. Egli inoltre riunì in sé le tradizioni athonite del suo Anziano san Dionisio con quelle di san Sergio di Radonezh (25 settembre e 5 luglio).
Il suo padre spirituale fu san Dionisio l’Athonita (18 ottobre), che più tardi divenne metropolita di Rostov. Fu questo santo che tonsurò il giovane Dionisio monaco al monastero dell’Isola di Spasso-Kameni, dandogli il proprio nome perché aveva per lui un grande amore. Dopo nove anni egli lasciò il monastero, con la benedizione del suo Anziano, e si recò con il suo discepolo Pacomio in una zona remota conosciuta come San Luca, perché un tempo vi era stato un monastero dedicato al santo apostolo ed evangelista san Luca (18 ottobre).
I due monaci costruirono una chiesa e la dedicarono a san Nicola (6 dicembre). Desiderando una solitudine ancora maggiore, un giorno del 1393 san Dionisio lasciò Pacomio a San Luca e si addentrò più profondamente nella foresta di Vologda, affinché non gli mancasse l’opportunità di sostenere le lotte ascetiche. Quella sera decise di fermarsi per la notte presso il fiume Glushitsa. Mentre dormiva udì il suono delle campane, che egli prese come un segno che doveva costruire là un monastero. San Dionisio si fece un rozzo riparo vicino a un albero di ciliegio degli uccelli. Le piccole ciliegie nere contengono tannino e hanno un sapore agro-dolce. Per questo motivo sono talvolta chiamate ciliegie strozzagola, o bacche amare. San Dionisio era solito dare queste ciliegie ai malati, che poi si ristabilivano.
Ben presto cominciarono a radunarsi attorno al santo dei discepoli, non solo uomini, ma anche donne assetate di Dio. Poiché i discepoli cominciavano a radunarsi intorno a lui, divenne necessario costruire delle celle per ospitarli. Un principe locale ordinò ai boscaioli di disboscare una zona per la costruzione di un monastero. Furono costruite celle monastiche e anche una piccola chiesa in onore della Protezione della santissima Theotokos (1 ottobre).
Il numero dei monaci aumentò, e una notte san Dionisio ebbe un sogno nel quale vide un giovane che gli disse di costruire una chiesa più grande. Il giovane gli disse che avrebbe sempre avuto la protezione della Madre di Dio.
Al mattino, dopo il Mattutino, egli informò i fratelli del suo sogno e disse loro che dovevano obbedire alle istruzioni del giovane. La chiesa fu costruita e fu adornata con icone dipinte da san Dionisio, che era un valente iconografo. La sua icona della Dormizione, che era un’icona miracolosa, fu donata al monastero dei Sette Colli, che era stato fondato dai discepoli del santo, e si trovava anch’esso presso il fiume Glushitsa.
Nel 1407 il principe Giorgio Boktiuzhinsky espresse il desiderio di donare fondi per la fondazione del monastero di Glushitsa. San Dionisio non gli permise di farlo, ma lo benedisse a provvedere il cibo per i fratelli.
Quando questo monastero divenne troppo affollato, san Dionisio trovò un luogo isolato chiamato Sosnovetsk (così chiamato a causa del grande e antichissimo pino che vi cresceva) sulla riva del fiume Glushitsa. Lì costruì una chiesa in onore di san Giovanni il Battista e alcune celle per coloro che desideravano anch’essi una maggiore solitudine.
Il giusto accrebbe le sue fatiche ascetiche, stando in preghiera tutta la notte e vivendo di pane e acqua. Scavò perfino la propria tomba. Una volta disse ai fratelli che dovevano rimanere in quel luogo, ma solo se lui fosse stato sepolto lì. Li assicurò che se fossero rimasti, avrebbero ricevuto la loro ricompensa da Dio. Se invece non fosse stato sepolto lì, dichiarò che non dovevano rimanere. Col tempo il monastero di Glushitsa fu abbandonato, ma i monaci continuarono a vivere nel monastero di Sosnovetsk fino a tempi recenti.
San Dionisio fu il primo a fondare un monastero femminile con un Tipikon athonita. Dopo una visita a Rostov, dove il suo Anziano Dionisio era ormai metropolita, egli tornò al suo monastero e fondò presso di esso un monastero femminile, dedicandolo a san Leonzio di Rostov (23 maggio). Il monastero fiorì e fu un modello dell’ideale monastico per le donne.
Durante un periodo di carestia, san Dionisio dava elemosine a tutti coloro che giungevano al monastero in cerca di aiuto. Quando il numero delle persone aumentò, anche la sua elemosina aumentò. Una volta l’economo lo informò che le provviste del monastero erano quasi esaurite. San Dionisio lo rimproverò e disse che la loro elemosina sarebbe stata di grande aiuto ai monaci nel Giorno del Giudizio. Dare ai poveri, disse, era come prestare a Dio stesso.
Prima della sua morte, egli nominò suo discepolo, il santo Amfilochio, come suo successore. Udì anche la voce della Madre di Dio che prometteva di proteggere i fratelli del monastero da ogni male e necessità.
L’ultima malattia del santo cominciò il 29 maggio 1437 e gli fu rivelato che sarebbe morto tre giorni dopo. La mattina del 1 giugno chiese al suo discepolo san Macario di celebrare la Divina Liturgia, affinché potesse ricevere per l’ultima volta la santa Comunione. Dopo la celebrazione chiamò a sé i fratelli, affinché potesse dare loro la sua benedizione finale e porgere loro l’addio. Alle sei del mattino il suo volto risplendette di una luce divina, ed egli pacificamente rese la sua anima a Dio all’età di 74 anni. La cella si riempì di un ineffabile profumo, e san Amfilochio vide una corona sul capo del suo padre spirituale.
Molti dei discepoli di san Dionisio divennero anch’essi igumeni di altri monasteri. Tra loro vi sono san Amfilochio di Glushitsa (12 ottobre), che si addormentò nel Signore nel 1452, e san Gregorio di Peshma (30 settembre), che si addormentò nel 1451. Egli e san Dionisio avevano un tale amore reciproco che sembravano essere di un solo pensiero. San Dionisio gli disse: «Fa’ il bene finché ne hai il tempo, sii fedele nel glorificare Dio e nel fare la sua volontà». Anche san Macario di Sosnovetsk (12 ottobre e 13 maggio) fu suo discepolo. Egli compì il corso della sua vita a Dio gradita nel 1480.
San Dionisio fu sepolto a Sosnovetsk, secondo il suo desiderio. Per le sue sante preghiere, possa anche a noi essere concesso di essere trovati degni del Regno dei Cieli.



