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San Demetrio di Russia - immagine

San Demetrio di Russia

02-11

San Demetrios (Dēmḗtrios) di Priluki, taumaturgo, nacque in una ricca famiglia di mercanti a Pereyaslavl-Zalessk. Fin dalla giovinezza il santo era di una bellezza fuori dal comune. Ricevuta la tonsura monastica in uno dei monasteri di Pereyaslavl, in seguito il santo fondò il monastero cenobitico di San Nicola sul colle dei santi Boris e Gleb, sulla riva del lago Plescheevo vicino alla città, e ne divenne igumeno.

Nel 1334 san Demetrios incontrò per la prima volta san Sergio di Radonezh, che era venuto a Pereyaslavl per vedere il metropolita Athanasios. Da allora egli conversò spesso con san Sergio e gli divenne intimo. La fama dell’igumeno di Pereyaslavl era così diffusa che egli divenne padrino dei figli del gran principe Demetrios Ioannovich. Sotto l’influsso del taumaturgo di Radonezh, san Demetrios decise di ritirarsi in un luogo remoto, e si diresse a nord con il suo discepolo Pachomios.

Nelle foreste di Vologda, al fiume Velika, vicino all’insediamento di Avnezh, essi costruirono una chiesa della Risurrezione di Cristo e si preparavano a gettare le fondamenta di un monastero. Gli abitanti del luogo temevano che, se là fosse stato costruito un monastero, il loro villaggio sarebbe divenuto proprietà del monastero. Essi chiesero ai monaci di lasciare il loro territorio, e quelli, non volendo essere di peso a nessuno, si spostarono più lontano.

Non lontano da Vologda, alla curva di un fiume in un luogo isolato, san Demetrios decise di fondare il primo dei monasteri cenobitici del Nord russo. Gli abitanti di Vologda e dei dintorni acconsentirono con gioia ad aiutare il santo. I proprietari della terra destinata al monastero, Elias e Isidore, arrivarono perfino a calpestare un campo di grano, così che si potesse costruire immediatamente un tempio. Nel 1371 fu costruita la cattedrale lignea del Salvatore, e i fratelli cominciarono a radunarsi.

Molti discepoli del monaco vennero là da Pereyaslavl. San Demetrios univa la preghiera e l’ascesi rigorosa alla benevolenza. Egli nutriva i poveri e gli affamati, accoglieva gli stranieri, conversava con quanti avevano bisogno di consolazione e dava consigli. Amava pregare nella solitudine. Il suo cibo quaresimale consisteva in prosfora con acqua calda. Anche nelle feste, non prendeva il vino e il pesce permessi dalla Regola. Sia d’inverno che d’estate indossava una vecchia pelliccia di pecora, e anche nella vecchiaia andava con i fratelli ai lavori comuni. Il santo accettava con cautela le offerte per il monastero, affinché il benessere del monastero non fosse dannoso per coloro che vivevano nei dintorni.

Il Signore concesse al suo servo il dono della chiaroveggenza, ed egli raggiunse un alto grado di perfezione spirituale. San Demetrios morì in età avanzata l’11 febbraio 1392. I fratelli, avvicinandosi, lo trovarono come se dormisse, e la sua cella era piena di una meravigliosa fragranza.

I miracoli provenienti dalle reliquie di san Demetrios iniziarono nell’anno 1409, e durante il XV secolo la sua venerazione si diffuse in tutta la Rus’. Non più tardi dell’anno 1440, il monaco Macarios di Priluki redasse la sua Vita (Grande Menaion da leggersi, 11 febbraio) sulla base dei racconti del discepolo di san Demetrios, l’igumeno Pachomios.