San Cassiano il Romano
San Giovanni Cassiano il Romano nacque verso il 360, probabilmente nella Scizia Minore (in Dacia Pontica). I suoi pii genitori cristiani gli diedero un’eccellente educazione classica e lo istruirono anche nelle Sacre Scritture e nella vita spirituale.
San Giovanni entrò in un monastero nella diocesi di Tomis, dove il suo amico e parente san Germanus faticava come asceta. Nel 380, desiderando venerare i Luoghi Santi, san Giovanni andò a Gerusalemme con sua sorella e il suo amico san Germanus. I due monaci rimasero in un monastero di Betlemme, non lontano dal luogo dove nacque il Salvatore.
Dopo cinque anni nel monastero, i santi Giovanni e Germanus viaggiarono per la Tebaide e per i monasteri del deserto di Sketis per sette anni, attingendo all’esperienza spirituale di innumerevoli asceti. I monaci egiziani insegnarono loro molte cose utili sulle lotte spirituali, sulla preghiera e sull’umiltà. Come api mellifere essi viaggiarono di luogo in luogo, raccogliendo il dolce nettare della sapienza spirituale. Gli appunti che san Giovanni prese formarono la base del suo libro intitolato CONFERENZE CON I PADRI in ventiquattro capitoli.
Tornando per breve tempo a Betlemme, i fratelli spirituali vissero per tre anni in completa solitudine. Poi tornarono in Egitto e vissero là fino al 399. A causa dei disordini causati dall’arcivescovo Teofilo di Alessandria ai monasteri lungo il Nilo, decisero di andare a Costantinopoli, dopo aver udito parlare della virtù e della santità di san Giovanni Crisostomo. Il grande ierarca ordinò san Giovanni Cassiano diacono e lo accolse come discepolo. Giovanni e Germanus rimasero con san Giovanni Crisostomo per cinque anni, apprendendo da lui molte cose profittevoli.
Quando Crisostomo fu esiliato da Costantinopoli nel 404, i santi Giovanni Cassiano e Germanus andarono a Roma per perorare la sua causa davanti a Innocenzo I. Cassiano fu ordinato al santo sacerdozio a Roma, o forse più tardi in Gallia. Dopo la morte di Crisostomo nel 407, san Giovanni Cassiano andò a Massilia [Marsiglia] in Gallia (oggi Francia). Lì istituì due monasteri cenobitici nel 415, uno per uomini e un altro per donne, modellati sul monachesimo orientale.
Su richiesta del vescovo Castor di Aptia Julia (nella Gallia meridionale), Cassiano scrisse LE ISTITUZIONI DELLA VITA CENOBITICA (De Institutis Coenobiorum) in dodici libri, descrivendo la vita dei monaci palestinesi ed egiziani. Scritto tra il 417 e il 419, il volume includeva quattro libri che descrivevano l’abbigliamento dei monaci della Palestina e dell’Egitto, il loro orario di preghiera e di servizi, e come i nuovi monaci venivano accolti nei monasteri. Gli ultimi otto libri erano dedicati agli otto peccati mortali e a come vincerli. Attraverso i suoi scritti, san Giovanni Cassiano fornì ai cristiani dell’Occidente esempi di monasteri cenobitici e li mise a conoscenza dell’ascesi dell’Oriente ortodosso.
Cassiano parla come guida spirituale dello scopo della vita, del conseguimento del discernimento, della rinuncia al mondo, delle passioni della carne e dello spirito, delle difficoltà che affrontano i giusti e della preghiera.
San Giovanni Cassiano scrisse anche le CONFERENZE CON I PADRI (Collationes Patrum) in ventiquattro libri, in forma di conversazioni sulla perfezione dell’amore, sulla purezza, sull’aiuto di Dio, sulla comprensione della Scrittura, sui doni di Dio, sull’amicizia, sull’uso del linguaggio, sui quattro livelli del monachesimo, sulla vita solitaria e quella cenobitica, sul pentimento, sul digiuno, sulle meditazioni notturne e sulla mortificazione spirituale. Quest’ultimo ha il titolo esplicativo: “Faccio ciò che non voglio fare”.
I libri 1-10 delle CONFERENZE descrivono le conversazioni di san Giovanni con i Padri di Sketis tra il 393 e il 399. I libri 11-17 riportano le conversazioni con i Padri di Panephysis e gli ultimi sette libri sono dedicati alle conversazioni con monaci della regione di Diolkos.
Nel 431 san Giovanni Cassiano scrisse la sua ultima opera, SULL’INCARNAZIONE DEL SIGNORE, CONTRO NESTORIO (De Incarnationem Domini Contra Nestorium). In sette libri egli confutò l’eresia, citando molti maestri orientali e occidentali a sostegno delle sue argomentazioni.
Nelle sue opere, san Giovanni Cassiano era radicato nell’esperienza spirituale degli asceti e criticava il ragionamento astratto di sant’Agostino (15 giugno). San Giovanni diceva che “la grazia è difesa meno adeguatamente da parole pompose e da loquaci contese, da sillogismi dialettici e dall’eloquenza di Cicerone (cioè Agostino), che non dall’esempio degli asceti egiziani”. Nelle parole di san Giovanni Climaco (30 marzo), “il grande Cassiano ragiona in modo sublime ed eccellente”. I suoi scritti sono anche lodati nella Regola di san Benedetto.
San Giovanni Cassiano visse in Occidente per molti anni, ma la sua patria spirituale fu l’Oriente ortodosso. Si addormentò nel Signore nell’anno 435. Le sue sante reliquie riposano in una cappella sotterranea nel Monastero di San Victor a Marsiglia. La sua testa e la sua mano destra si trovano nella chiesa principale.



