San Biagio, vescovo di Sebaste
Il ieromartire Biagio (Blasius), vescovo di Sebaste, era noto per la sua vita giusta e devota. Scelto all’unanimità dal popolo, fu consacrato vescovo di Sebaste. Ciò avvenne durante il regno degli imperatori romani Diocleziano (284-305) e Licinio (307-324), feroci persecutori dei cristiani. San Biagio incoraggiava il suo gregge, visitava i prigionieri e sosteneva i martiri.
Molti si nascondevano ai persecutori ritirandosi in luoghi desolati e solitari. Anche San Biagio si nascose sul monte Argeos, dove viveva in una caverna. Le bestie selvatiche si avvicinavano a lui e attendevano mansuete finché il santo non avesse terminato la preghiera e le avesse benedette. Il santo guariva anche gli animali malati imponendo su di loro le mani.
Il rifugio del santo fu scoperto dai servi del governatore Agrilao, che erano venuti a catturare bestie selvatiche da scatenare contro i martiri cristiani. I servi riferirono al loro padrone che i cristiani si nascondevano sul monte, ed egli diede ordine di arrestarli. Ma coloro che furono inviati trovarono là soltanto il vescovo di Sebaste. Glorificando Dio che lo aveva chiamato a questa impresa, San Biagio seguì i soldati.
Lungo la via il santo guariva i malati e compiva altri miracoli. Così, una vedova indigente si lamentò con lui della propria sventura. Un lupo aveva portato via un piccolo maiale, il suo unico bene. Il vescovo sorrise e le disse: «Non piangere, il tuo maiale ti sarà restituito…» Con grande stupore di tutti, il lupo tornò correndo e restituì la sua preda senza danno.
Agrilao, salutando il vescovo con parole ingannevoli, lo chiamò compagno degli dèi. Il santo ricambiò il saluto, ma chiamò gli dèi demoni. Allora lo percossero e lo condussero in prigione.
Il giorno seguente, sottoposero di nuovo il santo ai tormenti. Quando lo ricondussero in prigione, sette donne lo seguirono e raccolsero le gocce di sangue. Le arrestarono e cercarono di costringerle ad adorare gli idoli. Le donne finsero di acconsentire e dissero che prima dovevano lavare gli idoli nelle acque di un lago. Presero gli idoli e li gettarono in un punto molto profondo del lago, e dopo di ciò i cristiani furono ferocemente torturati. I santi sopportarono stoicamente i tormenti, fortificati dalla grazia di Dio, i loro corpi furono trasformati e divennero bianchi come la neve. Una delle donne aveva due figli piccoli, che supplicarono la madre di aiutarli a raggiungere il Regno dei Cieli, ed ella li affidò alle cure di San Biagio. Le sette sante donne furono decapitate.
San Biagio fu di nuovo condotto davanti ad Agrilao, e di nuovo confessò senza esitazione la sua fede in Cristo. Il governatore ordinò che il martire fosse gettato in un lago. Il santo, scendendo verso l’acqua, si segnò con il segno della Croce e camminò su di essa come su terra asciutta.
Rivolgendosi ai pagani che stavano sulla riva, li sfidò a venire da lui invocando l’aiuto dei loro dèi. Sessantotto uomini del seguito del governatore entrarono nell’acqua e immediatamente annegarono. Il santo, però, ascoltando l’angelo che gli era apparso, ritornò a riva.
Agrilao, furioso per aver perso i suoi migliori servi, diede ordine di decapitare San Biagio e i due figli della martire che gli erano stati affidati. Prima della sua morte, il martire pregò per tutto il mondo, e in special modo per coloro che onorano la sua memoria. Ciò avvenne intorno all’anno 316.
Le reliquie del ieromartire Biagio furono portate in Occidente al tempo delle Crociate, e parti delle reliquie sono conservate in molte terre d’Europa [e lì la sua memoria è tradizionalmente onorata il 3 febbraio].
Preghiamo San Biagio per la salute degli animali domestici e per la protezione dalle bestie selvatiche.



