Profeta Samuele
Il Profeta Samuele fu il quindicesimo e ultimo dei Giudici di Israele, e visse più di 1146 anni prima della Nascita di Cristo. Era discendente della tribù di Levi, e figlio di Elkanah di Ramathaim-Zophim, sul monte Ephraim. Nacque dopo essere stato richiesto al Signore attraverso le preghiere di sua madre Hannah (perciò ricevette il nome Samuele, che significa “richiesto a Dio”). Ancora prima di nascere, fu consacrato a Dio. Il suo canto, “Il mio cuore esulta nel Signore”, è la terza ode veterotestamentaria del Canone (1 Sam/1 Re 2,1-10).
Quando il fanciullo giunse all’età di tre anni, sua madre andò con lui a Shiloh e, in accordo con il suo voto, lo consacrò al culto di Dio. Lo affidò alle cure del Sommo Sacerdote Eli, che in quel tempo era giudice su Israele. Il profeta crebbe nel timore di Dio, e all’età di dodici anni ebbe una rivelazione che Dio avrebbe punito la casa del Sommo Sacerdote Eli, perché egli non frenava l’empietà dei suoi figli. L’intera famiglia di Eli fu sterminata in un solo giorno.
La profezia si compì quando i Filistei, dopo aver ucciso in battaglia 30.000 Israeliti (tra i quali Hophni e Phinees, i figli di Eli il Sommo Sacerdote), riportarono la vittoria e catturarono l’Arca dell’Alleanza. Udito ciò, il Sommo Sacerdote Eli cadde all’indietro dal suo seggio presso la porta, e spezzandosi la schiena, morì. La moglie di Phinees, avendo udito ciò che era accaduto in quella stessa ora, diede alla luce un figlio (Ichabod) e morì pronunciando queste parole: “La gloria se n’è andata da Israele, perché l’Arca di Dio è stata portata via” (1 Sam/1 Re 4,22).
Dopo la morte di Eli, Samuele divenne giudice della nazione d’Israele. L’Arca di Dio fu restituita dai Filistei di loro propria iniziativa. Dopo essere ritornati a Dio, gli Israeliti ripresero tutte le città che i Filistei avevano preso. In età avanzata, il Profeta Samuele pose i suoi figli Joel e Abiah come giudici su Israele, ma essi non seguirono l’integrità e il giusto giudizio del loro padre, poiché erano mossi dall’avidità.
Allora gli anziani d’Israele, volendo che la nazione di Dio fosse “come le altre nazioni” (1 Sam/1 Re 8,20), chiesero al Profeta Samuele di avere un re. Il Profeta Samuele unse Saul come re, ma in questo vide una caduta del popolo, che fino ad allora era stato governato dallo stesso Dio, il quale manifestava la Sua volontà attraverso i “giudici”, i Suoi santi prescelti. Rinunciando alla carica di giudice, il Profeta Samuele chiese al popolo se acconsentisse alla sua continuata governance, ma nessuno si fece avanti per lui.
Dopo aver denunciato il primo re, Saul, a causa della sua disobbedienza a Dio, il Profeta Samuele unse Davide come re. Egli offrì asilo a Davide, salvandolo dalla persecuzione del re Saul. Il Profeta Samuele morì in età estremamente avanzata. La sua vita è narrata nella Bibbia (1 Sam/1 Re; Siracide 46,13-20).
Nell’anno 406 d.C. le reliquie del Profeta Samuele furono traslate dalla Giudea a Costantinopoli.



