Pitrim di Perm
L’archimandrita Pitrim succedette a San Gerasimo come vescovo della Grande Perm e di Ustiug. Già ai suoi tempi i Voguli non avevano cessato di attaccare i pacifici Zyryani, i coloni della Perm. Il vescovo Pitrim si fece difensore del suo gregge proprio come aveva fatto il suo predecessore.
Nel 1447 egli si appellò personalmente al Gran Principe perché aiutasse gli Zyryani. Il santo visitava spesso il suo gregge, che era sparso su un vasto territorio, istruendolo nella Parola di Dio e soccorrendolo nelle sventure. Intraprendeva lunghi viaggi per illuminare i pagani Voguli, durante i quali la sua vita era spesso in pericolo, ed egli doveva sopportare ogni sorta di privazioni. Il santo non allentò il suo impegno, ma illuminava e istruiva le persone nelle loro case, nelle chiese e nei luoghi aperti.
Con la sua predicazione convertì al Cristianesimo molti dei Voguli che vivevano lungo gli affluenti del fiume Pečora. Per questo suscitò l’ira terribile del capo dei Voguli, Asyk, che uccise il santo in un campo mentre stava celebrando un Moleben. Ciò avvenne non lontano da Ust-Vym il 19 agosto 1455. San Pitrim compilò la Vita di Sant’Alessio e il Canone per l’invenzione delle sue reliquie.
Le reliquie di San Pitrim riposano nel tempio dell’Annunciazione a Ust-Vym (nel distretto di Vologda).
La comune commemorazione di questi tre santi riconosce la loro attività apostolica in questa estesa regione orientale della Russia. San Pitrim è commemorato anche il 19 agosto.

