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Paola di Roma. - immagine

Paola di Roma.

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La nostra venerabile madre Santa Paula nacque il 5 maggio 347, figlia di Rogatus e Blessilla, che appartenevano alla nobiltà. Suo padre era greco, e sua madre discendeva da due delle più illustri famiglie di Roma – i Gracchi e gli Scipioni. Ella sposò un uomo ricco di nome Toxotius e gli diede sei figli: Blesilla, Paulina, Eustochium, Julia, Rufina e un figlio che portava il nome del padre.

Il più anziano Toxotius morì quando Santa Paula aveva trentatré anni, ed ella quasi morì di dolore. Col passare del tempo, comprese la vanità di tutte le cose terrene e si sottomise alla volontà di Dio. A poco a poco si abituò a un cibo semplice e a vestiti poco costosi. Non volle sedersi a tavola con alcun uomo, neppure con i vescovi che ospitava in casa sua e ai quali chiedeva consiglio. Finché suo marito fu in vita si sforzò di piacergli, ma dopo la sua morte si dedicò a servire Dio.

Diventò amica di Santa Marcella (31 gennaio), un’altra vedova che aveva organizzato una sorta di sorellanza religiosa nella sua casa sul colle Aventino a Roma. Questo gruppo di nobildonne romane, attratte da una vita di studio e di ascesi, era guidato da San Girolamo (30 settembre), quel presbitero e studioso della Bibbia che è rinomato per la sua traduzione latina della Scrittura dai manoscritti greci ed ebraici. San Girolamo partì per la Terra Santa nel 385, e Santa Paula decise di seguirlo. Tutti i suoi figli erano ormai quasi adulti, ed ella era stanca delle questioni d’affari e della vita mondana di Roma. La sua figlia non sposata, Eustochium, l’accompagnò, poiché anch’ella desiderava vedere la Terra Santa e desiderava consacrare la propria verginità a Cristo. Giunsero a Gerusalemme e visitarono i luoghi santi, pregando davanti alla Vera Croce, percorrendo la Via Dolorosa e venerando il sepolcro vivificante di Cristo.

Le sante donne si recarono poi a Betlemme, dove il Signore nacque dalla Vergine Maria. San Girolamo si era stabilito in quella zona, così Paula comprò una piccola casa dove potesse stare vicino al suo maestro e padre spirituale. Le sue ricchezze le permisero di fondare un ospedale per i pellegrini, un monastero per San Girolamo e i suoi monaci, tre monasteri femminili e una chiesa abbastanza grande da accogliere le monache di tutti e tre i conventi.

Santa Paula governava gli affari del suo monastero in maniera efficiente e piena d’amore. Malgrado la sua ricchezza e nobile origine, non rifiutò mai di compiere i lavori più umili. Così guidava le altre con il proprio esempio, indicando loro la via dell’umiltà che dovevano seguire.

Poiché aveva imparato il greco da suo padre, Santa Paula decise di imparare l’ebraico per poter cantare i Salmi nella loro lingua originale. L’intero Salterio veniva cantato ogni giorno durante le funzioni della Chiesa, e ogni monaca era tenuta a impararlo a memoria. Le sorelle svolgevano anche lavori manuali, confezionando vestiti per sé e per i poveri.

Santa Paula si addormentò all’età di cinquantasei anni. Cinque anni della sua vedovanza furono trascorsi a Roma, e quasi vent’anni a Betlemme. Nella sua ultima malattia ripeteva i Salmi quasi senza sosta, e le lodi di Dio erano sempre sulle sue labbra. Quando non fu più capace di parlare, fece il segno della Croce sulle labbra, e si addormentò nel Signore il 26 gennaio 404. Due giorni dopo il suo corpo fu portato in processione da alcuni vescovi, mentre altri reggevano fiaccole e ceri accesi, ed ella fu sepolta nella chiesa della Natività a Betlemme. La sua tomba è ancora mostrata in quel luogo, vicino a quella di San Girolamo, ma è vuota.

San Girolamo compose un epitaffio latino in versi, che fu inciso sulla sua tomba, ma è stato cancellato. I versi si possono trovare alla fine di una sua lettera (Epistola 86) indirizzata a sua figlia.

Per le sue sante preghiere, possiamo anche noi essere resi degni del Regno dei Cieli.