Passa al contenuto principale

osiomartiri Conone e suo figlio Conone di Iconio

03-06

Il santo ieromartire Conone visse a Iconio (Asia Minore). Dopo essere rimasto vedovo, si recò in un monastero con suo figlio. A causa della sua vita devota il santo ottenne aiuto dall’alto. Scacciava i demoni, guariva i malati, dava la vista ai ciechi e predicava Cristo tra i pagani, convertendone molti.

La sua fama giunse al governatore Dometiano, persecutore dei cristiani. San Conone fu portato a processo e gli fu ordinato di offrire sacrifici agli idoli, ma poiché non volle, fu consegnato ai tormenti. Anche il figlio diciassettenne del martire, il diacono Conone, fu portato a processo.

Dopo che i tentativi di persuasione fallirono nel volerlo far rinunciare alla Vera Fede, sia il padre che il figlio furono sottoposti a crudeli torture. Furono spogliati e adagiati su un giaciglio rovente, furono cosparsi di olio bollente, furono gettati in un calderone con piombo, zolfo e pece bollenti, furono appesi a testa in giù e bruciati con un fumo soffocante. Preservati da Dio, i martiri rimasero illesi.

Gli aguzzini, furiosi, ricorsero allora a un mezzo orribile per distruggere i predicatori: segarli in due con una sega di legno. Venuti a conoscenza di questa sentenza, i santi chiesero del tempo per pregare e gridarono al Signore: «Ti rendiamo grazie, o Signore, per averci concesso di soffrire per il Tuo Nome! Ti supplichiamo di concedere pace alla Tua Chiesa, di confondere i suoi persecutori, di fortificare e accrescere coloro che credono in Te, di concederci di venire a Te e di donare pace alle nostre anime».

La Voce di Dio fu udita dall’alto, che chiamava i santi sofferenti. Dopo essersi segnati con il Segno della Croce, i santi martiri resero le loro anime al Signore. Subito ci fu un terremoto e tutti i templi pagani della città crollarono.

I monaci seppellirono segretamente i corpi dei martiri nel monastero dove i santi avevano faticato nell’ascesi durante la vita. Ciò avvenne durante il regno di Aureliano, negli anni 270-275. Le reliquie dei santi martiri furono poi trasferite in Italia, nella città di Acerno (Campania).