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Nilo b. del Sinai - immagine

Nilo b. del Sinai

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San Nilo l’Ascolta del Sinai, originario di Costantinopoli, visse nel V secolo ed era discepolo di San Giovanni Crisostomo, che esercitò un’enorme influenza sulla loro vita e sulle loro lotte spirituali. 1 Dopo aver ricevuto un’eccellente educazione, il Santo fu nominato, quando era ancora giovane, alla importante carica di prefetto della capitale. In questo periodo, Nilo era sposato e aveva figli, ma la coppia trovava insopportabile la vita di corte.

Verso l’anno 390, di comune accordo, decisero di abbandonare il mondo ed entrarono in monastero. La moglie di Nilo e sua figlia andarono in uno dei monasteri femminili in Egitto, mentre lui e suo figlio Teodulo si recarono al Monte Sinai, dove si stabilirono in una grotta che scavarono con le proprie mani. Per quarant’anni questa grotta servì da dimora a San Nilo. Con il digiuno, la veglia e la preghiera, egli raggiunse un alto grado di perfezione spirituale. Le persone cominciarono a venire da lui da ogni occupazione e ceto sociale, dall’imperatore fino al contadino, e tutti ricevevano consiglio e consolazione dal Santo.

Al Sinai, San Nilo scrisse molte opere giovevoli all’anima per guidare i cristiani sul cammino della salvezza. In una delle sue lettere vi è una aspra denuncia dell’imperatore Arcadio, che aveva ingiustamente esiliato San Giovanni Crisostomo. Gli scritti ascetici di San Nilo sono ampiamente conosciuti: sono perfetti nella forma, profondamente ortodossi nel contenuto, e chiari e limpidi nell’espressione. Il suo Discorso ascetico si trova nel Volume I della Filocalia in inglese.

San Nilo subì molte disavventure nel deserto. Una volta, i Saraceni catturarono suo figlio Teodulo, che intendevano offrire in sacrificio ai loro dèi pagani. Per le preghiere del Santo il Signore salvò Teodulo, e suo padre lo trovò presso il vescovo di Emesa, che aveva riscattato il giovane dai barbari. Questo vescovo li ordinò entrambi presbiteri. Dopo l’ordinazione tornarono al Sinai, dove vissero insieme come asceti fino alla morte di San Nilo. Le sue sante reliquie furono trasferite a Costantinopoli durante il regno di Giustino II (565-578), e furono collocate nella chiesa dei Santi Apostoli.

La Filocalia greca riporta una citazione di San Nilo sotto la sua icona: «Lo stato di preghiera è una disposizione dell’anima senza passione e stabile che, per mezzo dell’amore supremo, trasporta la mente amante della sapienza alle altezze spirituali». (Si veda la Filocalia in inglese, 153 sezioni. Riguardo alla preghiera, n. 53).

1 In edizioni precedenti del Synaxaristes e del Menaion, fu affermato erroneamente che San Nilo visse durante il regno dell’imperatore Maurizio (582-602). Ciò fu corretto nelle edizioni successive, poiché egli fu discepolo di San Giovanni Crisostomo, ed era stimato dall’imperatore Arcadio a causa delle sue virtù.