Nikon b. igumeno di Radonezh
San Nikon, igumeno di Radonezh, discepolo e successore di San Sergio di Radonezh (25 settembre e 5 luglio), nacque a Yuriev-Polsk. Avendo udito della vita angelica del Taumaturgo di Radonezh, il giovane venne da San Sergio e gli chiese di essere tonsurato nell’angelico schema.
San Sergio non accettò Nikon, sia a motivo della sua giovinezza, sia per qualche altra ragione. Invece lo mandò dal suo discepolo Sant’Atanasio (12 settembre) a Serpukhov. Ma Sant’Atanasio non lo accettò subito. Solo dopo aver visto la perseveranza del giovane lo tonsurò nello schema monastico.
San Nikon si sforzava nella preghiera, studiava la Sacra Scrittura e perseverava nella virtù e nella purezza. A causa della sua umiltà e del modo in cui compiva ogni compito assegnatogli senza discutere, San Nikon fu chiamato “zelante dell’obbedienza”. Quando giunse all’età di trent’anni, fu ordinato sacerdote. Dopo un certo tempo, Sant’Atanasio lo benedisse ad andare a trovare San Sergio. San Sergio, avendolo scorto, disse: “È bene che tu sia venuto, figlio mio Nikon”, e lo accolse con gioia.
All’inizio gli diede ordine di servire i fratelli. Il discepolo trascorreva interi giorni nelle occupazioni monastiche, e le notti in orante conversazione con Dio. San Sergio trovava consolazione nella sua vita virtuosa. Avendo ricevuto una speciale illuminazione su di lui, San Sergio ordinò al suo discepolo di dimorare con lui nella sua stessa cella, affinché potesse condividere il progresso spirituale. Lo istruì in ogni virtù monastica e gli spiegò molte cose sull’essenza della vita spirituale. San Sergio assegnò a San Nikon il compito di assisterlo, ma sei mesi prima della sua deposizione nominò il suo discepolo come suo successore. Poi San Sergio si ritirò nella solitudine.
Dopo la morte di San Sergio (25 settembre 1392), Nikon svolse i suoi doveri esattamente come gli erano stati indicati dal fondatore del monastero. Aveva l’abitudine di partecipare a tutti i servizi monastici, e non tralasciò mai i compiti comuni, lavorando alla pari con tutti i fratelli. Ma il peso di essere l’igumeno del monastero gravava su San Nikon. Ricordando la sua vita tranquilla nel monastero Vysotsk di Serpukhov con Sant’Atanasio, e poi con San Sergio, rinunciò alla sua posizione e si ritirò nella propria cella.
Per sei anni il monastero fu guidato da San Savva di Storozhevsk (3 dicembre). Nell’anno 1400 San Savva fondò un suo monastero presso Zvenigorod, e i fratelli supplicarono San Nikon di riprenderne la direzione. Egli acconsentì, ma si riservò ogni giorno un certo tempo di silenzio, per poter stare solo al cospetto di Dio.
Quando cominciarono a diffondersi le notizie di un’invasione della terra russa da parte del Khan Edigei (1408), San Nikon pregò con zelo Dio affinché risparmiasse il monastero. In sogno, gli apparvero i gerarchi moscoviti Pietro (21 dicembre) e Alessio (12 febbraio) insieme con San Sergio, e gli dissero che non doveva affliggersi per la distruzione del monastero, poiché esso non sarebbe rimasto desolato, ma sarebbe fiorito ancor di più.
I monaci lasciarono il monastero, portando con sé reliquie, libri e vasi sacri. Quando tornarono, videro che il loro amato luogo era stato ridotto in cenere. Ma San Nikon non si scoraggiò, e i fratelli iniziarono a restaurare il monastero. Per prima cosa fu costruita una chiesa di legno in onore della Beatissima Trinità. Fu consacrata il 25 settembre 1411, anniversario della deposizione di San Sergio.
Il monastero fu restaurato, e San Nikon iniziò la costruzione di una chiesa di pietra sopra la tomba del suo padre spirituale, San Sergio. La squadra di operai che scavava le fondamenta rinvenne le reliquie incorrotte di San Sergio il 5 luglio 1422. In mezzo a una gioia universale posero le reliquie in una nuova teca, e nel nuovo sito fu costruita una chiesa di legno (ora in quel luogo si trova la chiesa in onore della Discesa del Santo Spirito). San Nikon più tardi costruì una nuova chiesa di pietra nel Nome della Beatissima Trinità. In onore e memoria del suo padre spirituale, trasferì le sante reliquie in questa chiesa da poco edificata.
San Nikon fece venire i migliori iconografi, i Santi Andrei Rublev (4 luglio) e Daniele Cherny (13 giugno), per l’ornamento del tempio. Allora Sant’Andrei dipinse l’Icona della Beatissima Trinità (Ospitalità di Abramo), incarnando ciò che era stato rivelato a San Sergio. San Nikon si occupò della costruzione della chiesa della Trinità fino alla fine della sua vita.
Il luogo del riposo finale di San Nikon gli fu rivelato in una visione prima della sua morte. Egli convocò i fratelli e diede loro le ultime istruzioni. Dopo aver ricevuto il Tutto-Puro Corpo di Cristo e il Suo Preziosissimo Sangue, San Nikon diede ai fratelli l’ultima benedizione e disse: “Và’, anima mia, con gioia nel luogo dove è preparato il riposo per te. Cristo ti chiama.”
Facendo il Segno della Croce, San Nikon morì il 27 novembre 1426. Fu sepolto presso la teca di San Sergio. Sotto il gerarca Iona (1448-1461), l’ieromonaco Pachomius il Logothete scrisse l’Ufficio e la Vita di San Nikon. Nell’anno 1547 fu stabilita per lui una celebrazione di carattere generale. Nell’anno 1548 fu costruita una chiesa a lui intitolata sopra la tomba di San Nikon. Nel 1623 ne fu edificata una nuova al suo posto, nella quale le reliquie di San Nikon riposano in una cripta. Il 500° anniversario della deposizione di San Nikon fu solennemente celebrato nel 1976 alla Lavra della Trinità-Sergiev.



