Nicodemo di Serbia
San Nicodemo (Νikόdēmos), arcivescovo di Serbia, valente scrittore ecclesiastico e dotto teologo, come molti vescovi serbi dapprima combatté la buona battaglia sul santo Monte Athos, dove ricevette la tonsura, e poi fu scelto come igumeno del Monastero di Hilandar (1312–1316). L’ieromonaco Gervasio scrisse che il Santo era originario di «un paese occidentale, la terra di Raska, chiamata Serbia».
Dopo la morte dell’arcivescovo serbo Sava III, San Nicodemo fu eletto arcivescovo di tutta la Serbia e della terra di Pomor, e salì sul trono primaziale nel 1317.
Il gerarca tradusse dal greco in serbo la Regola di San Savva il Santificato. Nel Sinassario incluse le date della dormizione dei sovrani e degli arcivescovi serbi, affinché i defunti fossero commemorati con solenni celebrazioni (se erano stati glorificati come Santi). Nella sua traduzione del Typikon di Gerusalemme, l’arcivescovo Nicodemo ci ricorda che anche San Savva di Serbia voleva che le sue chiese fossero costruite come le chiese di Gerusalemme e la Lavra di Savva il Santificato. Nella prefazione a quest’opera, egli dice: «Dio onnipotente, che conosce la nostra debolezza, ci dona forza spirituale se noi per primi mostriamo la nostra opera». In una nota risalente all’anno 1319, il Santo indica di aver intrapreso la traduzione del Typikon adempiendo la volontà di San Savva. Conclude la sua esortazione con queste parole: «Scongiuro coloro che verranno dopo di me di completare ciò che rimane incompiuto a causa della brevità della mia vita».
Quando era ancora igumeno di Hilandar, il beato Nicodemo, su richiesta dei re Milutin e Dragutin e di tutto il consiglio della terra serba, si recò a Costantinopoli presso il patriarca Nikon e l’imperatore Andronikos, per favorire la riconciliazione dei fratelli in guerra. Come arcivescovo, il Santo si pose a capo dell’ambasciata del Monastero di Hilandar, che era giunta in Serbia per chiedere a re Milutin il perdono, e suo figlio, Stefano di Decani (Dečani), fu ricondotto dall’esilio. Ciò fu riferito dallo scrittore ecclesiastico, l’arcivescovo Daniele II, che prese anch’egli parte al processo di riconciliazione. «E questo vescovo», scrivendo di San Nicodemo, «aveva davvero franchezza… avvicinatosi a lui, cominciò a pronunciare parole dolci e prudenti, mediante le quali fu possibile mutare la sua grande ira in mitezza».
Il 6 gennaio 1321, San Nicodemo incoronò Stefano Uroš III di Decani con la corona reale. Giorgio Tsamblak descrisse così questo evento: «Egli fu accolto dal gerarca arcivescovo Nicodemo… con grande gioia e onori reali. Nel tempio, l’arcivescovo Nicodemo prese la corona regale del regno e la pose sul capo di Stefano, mostrandolo come il legittimo re».
San Nicodemo fu il costruttore della chiesa di San Demetrio nel Patriarcato di Peč, e della chiesa di San Savva di Serbia a Lizitsya. Restaurò il Monastero di Žiča e si prese particolare cura della cella di San Savva a Karyes, sul Monte Athos. Il Santo lasciò un testamento secondo il quale gli arcivescovi serbi avrebbero dovuto consegnare a questa cella tutto ciò che San Savva stesso aveva un tempo stabilito.
Sinceramente devoto agli insegnamenti di Cristo e al suo popolo, il gerarca fu un combattente irriducibile contro i falsi insegnamenti e le eresie, specialmente i Bogomili. Nel servizio ecclesiastico in onore di San Nicodemo, composto dal vescovo Marco tra il 1404 e il 1412, si riferisce che il Santo condusse una lotta aspra contro gli eretici, inclusi i Latini. L’innografo paragonò il gerarca a una scure che abbatte i propositi degli eretici venuti da terre straniere.
Il biografo del gerarca riferisce che egli fu arcivescovo «solo per otto anni della sua breve vita» e si dipartì verso il Signore come un uomo relativamente anziano. Ciò avvenne l’11 maggio 1324. Le reliquie di San Nicodemo furono deposte nella chiesa di San Demetrio a Peč. La data esatta della loro scoperta è ignota, ma già nel 1391 erano state poste in un’arca speciale. La glorificazione di Nicodemo come Santo avvenne piuttosto presto. Ugualmente precoce fu la venerazione ecclesiastica di questo Santo in Russia. Icone di San Nicodemo si trovano negli affreschi del monastero di Morača, nella chiesa di San Nicola presso Morača, e nel monastero di Orahovica.
San Nicodemo si addormentò nel Signore l’11 maggio 1325. È commemorato anche il 30 agosto, nel Sinassi dei gerarchi serbi, e nel Sinassi di tutti i Santi del Monte Athos (festa mobile la seconda domenica dopo Pentecoste).
Erano dualisti, o gnostici, che credevano in un mondo all’interno del corpo e in un mondo fuori dal corpo. Rifiutavano la gerarchia cristiana, la Croce, e non costruivano chiese, poiché consideravano il proprio corpo come un tempio. Ciò diede origine a varie pratiche per purificarsi mediante il digiuno o la danza.

