Neon
I santi martiri Speusippus, Eleusippus, Meleusippus e la loro nonna Leonilla, insieme con Neon, Turbo e Jonilla, patirono il martirio in Gallia (secondo un altro racconto, in Cappadocia) nel secondo secolo, durante la persecuzione sotto Marco Aurelio (161-180).
Leonilla ricevette il Battesimo in età avanzata da uno dei discepoli di San Policarpo, vescovo di Smirne, e in seguito convertì a Cristo i suoi tre nipoti (che erano tre gemelli). I fratelli, nel loro zelo per il Signore, abbatterono gli idoli e rimproverarono i pagani per la loro stoltezza. Il giudice ordinò a Leonilla di andare in prigione e dire ai suoi nipoti di rinnegare Cristo e adorare gli idoli. Invece, ella li lodò per il loro coraggio e per la loro ferma confessione di fede. Tutti e tre furono appesi a un albero e poi flagellati. Infine, i martiri furono gettati nel fuoco, ma i loro corpi rimasero illesi dalle fiamme.
Dopo le torture e la morte dei suoi nipoti, santa Leonilla fu decapitata con la spada. Anche santa Jonilla patì con lei. Vedendo la salda fede dei santi martiri, disse che anch’ella era cristiana. I torturatori la appesero per i capelli, le lacerarono il corpo e poi la decapitarono. Lasciò il marito e un figlio piccolo.
San Neon fu testimone delle imprese dei santi fratelli e scrisse un resoconto delle loro sofferenze. Consegnò il suo manoscritto a Turbo e confessò apertamente di essere cristiano; per questo fu selvaggiamente percosso e morì a causa delle percosse.
San Turbo, dopo aver copiato le imprese dei portatori di passione, terminò anch’egli la sua vita con il martirio. Questi martiri sono particolarmente venerati in Spagna, dove molte chiese sono a loro dedicate. Le reliquie dei santi martiri furono donate dall’imperatore bizantino Zenone a un nobile francese della città di Langres, dove ora riposano.

