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Michele di Parekhi - immagine

Michele di Parekhi

05-27

San Michele di Parekhi era originario del villaggio di Norgiali, nella regione di Shavsheti, nella Georgia meridionale. Fu tonsurato monaco nel deserto di Midznadzori.

Padre Michele si recò al Monastero di Khandzta e, con la benedizione della fratellanza, costruì una piccola cappella e una dimora per i monaci nei pressi. Edificato in una grotta sul fianco di una scogliera, l’insediamento di San Michele era difficile da raggiungere (il nuovo monastero fu chiamato “Parekhi”, cioè “Grotta”). Dio si compiacque delle sue buone opere e concesse a San Michele il dono di compiere miracoli. Per rivelazione divina, a San Michele fu ordinato di mandare i suoi discepoli Serapione e Giovanni nella regione di Samtskhe. Lì essi fondarono un bellissimo monastero nel villaggio di Zarzma.

Dopo qualche tempo, padre Michele abbandonò la sua cella e si stabilì sulla cima di un grande masso. Una volta il diavolo lo fece inciampare facendolo cadere dalla roccia, ma il Signore lo protesse ed egli rimase illeso.

Spaventato dall’accaduto, Michele mandò i suoi discepoli a chiamare San Gregorio di Khandzta, e gli raccontò tutto ciò che era successo. Il beato Gregorio calmò le paure del fratello, eresse una croce su ciascun lato della cella di Michele e gli disse: “Queste due croci di Cristo ti proteggeranno, e la misericordia della Santissima Trinità e della Preziosa Croce sarà su di te”.

San Michele visse fino a tarda età e fu sepolto nel Monastero di Parekhi. Molti fedeli pellegrini che hanno visitato la sua tomba sono stati guariti dalle loro infermità.

Secondo Basilio di Zarzma, i discepoli di San Michele scrissero dei resoconti delle sue fatiche, della sua sapienza e dei suoi miracoli dopo la sua dormizione, ma queste opere purtroppo non sono state conservate. Ciò che sappiamo della vita di San Michele di Parekhi è stato conservato negli scritti agiografici del X e dell’XI secolo.