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Matrona b. - immagine

Matrona b.

11-09

La santa Matrona, igumena di Costantinopoli, nacque nella città di Perge di Panfilia (Asia Minore) nel V secolo. Fu data in moglie a un uomo ricco di nome Dometiano. Quando nacque la figlia Teodota, si trasferirono a Costantinopoli. Matrona, che aveva venticinque anni, amava recarsi al tempio di Dio a piedi. Trascorreva là intere giornate, pregando ardentemente il Signore e piangendo per i suoi peccati.

Nella chiesa la santa incontrò due pie anziane, Eugenia e Susanna, che fin dalla giovinezza vivevano lì in ascesi, lavoro e preghiera. Matrona cominciò a imitare la vita ascetica, gradita a Dio, umiliando la propria carne con l’astinenza e il digiuno, per cui dovette sopportare le critiche del marito.

La sua anima anelava a una completa rinuncia al mondo. Dopo una lunga esitazione, la santa Matrona decise di lasciare la sua famiglia e supplicò il Signore di rivelarle se il suo proposito gli fosse gradito. Il Signore ascoltò la preghiera della Sua serva. Un giorno, durante un sonno leggero, ebbe un sogno: era fuggita dal marito, che la inseguiva. La santa si nascose in una folla di monaci che le venivano incontro, e il marito non la notò. Matrona accolse questo sogno come una direttiva divina a entrare in un monastero di uomini, dove il marito non avrebbe pensato di cercarla.

Affidò la figlia quindicenne all’anziana Susanna perché la crescesse e, dopo essersi tagliata i capelli e aver indossato abiti maschili, si recò al monastero di san Bassion (10 ottobre). Là la monaca Matrona si fece passare per l’eunuco Babilo e fu accolta tra i fratelli. Temendo che i monaci scoprissero che era una donna, la santa trascorreva il tempo in costante quiete e in molto lavoro. I fratelli si meravigliavano della grande virtù di Babilo.

Una volta la santa lavorava nella vigna del monastero insieme agli altri monaci. Il monaco novizio Barnaba notò che il suo lobo dell’orecchio era forato e gliene chiese conto. «È necessario, fratello, zappare la terra e non guardare gli altri, cosa che non si addice a un monaco», rispose la santa.

Dopo un certo tempo fu rivelato in sogno a san Bassion, igumeno del monastero, che l’eunuco Babilo era una donna. Lo stesso fu rivelato ad Acacio, igumeno del vicino monastero di Abramo. San Bassion chiamò a sé la santa Matrona e, con voce minacciosa, le chiese perché fosse entrata nel monastero: per corrompere i monaci, o per gettare vergogna sul monastero.

In lacrime la santa raccontò all’igumeno tutta la sua vita precedente, del marito ostile alle sue fatiche e preghiere, e della visione che la dirigeva verso il monastero maschile. Convinto che il suo proposito fosse puro e casto, san Bassion mandò la santa Matrona in un monastero femminile nella città di Emesa. In questo monastero la santa dimorò per molti anni, ispirando le sorelle con le sue alte fatiche monastiche. Quando l’igumena morì, per unanime desiderio delle monache la monaca Matrona divenne superiora del convento.

La fama delle sue virtuose opere e del miracoloso dono di guarigione, che aveva ricevuto dal Signore, si diffuse ben oltre le mura del monastero. Anche Dometiano venne a sapere delle opere della monaca. Quando la santa Matrona seppe che il marito stava arrivando al monastero e voleva vederla, ella si allontanò di nascosto per recarsi a Gerusalemme, poi al Monte Sinai, e di lì a Beirut, dove si stabilì in un tempio pagano abbandonato. Gli abitanti del luogo vennero a sapere del suo ritiro e cominciarono a recarsi da lei. La santa asceta distolse molti dalla loro empietà pagana e li convertì a Cristo.

Donne e fanciulle cominciarono a stabilirsi presso la dimora della monaca, e ben presto si formò un nuovo monastero. Avendo compiuto la volontà di Dio, a lei rivelata in sogno, la santa lasciò Beirut e intraprese il cammino verso Costantinopoli, dove seppe che il marito era morto. Con la benedizione del suo padre spirituale, san Bassion, l’asceta fondò un monastero femminile a Costantinopoli, al quale si trasferirono anche delle sorelle dal convento di Beirut che lei aveva fondato. Il monastero costantinopolitano di santa Matrona era noto per il suo severo tipico monastico e per la vita virtuosa delle sue sorelle.

In estrema vecchiaia la santa Matrona ebbe una visione del Paradiso celeste e del posto che vi era preparato per lei dopo 75 anni di fatiche monastiche. All’età di cento anni, la santa Matrona benedisse le sorelle e si addormentò serenamente nel Signore.