Massimo il confessore
San Massimo il Confessore nacque a Costantinopoli intorno al 580 e fu cresciuto in una pia famiglia cristiana. Ricevette un’eccellente educazione, studiando filosofia, grammatica e retorica. Era ben versato negli autori dell’antichità e possedeva in modo eminente anche la filosofia e la teologia. Quando san Massimo entrò al servizio del governo, divenne primo segretario (asekretis) e principale consigliere dell’imperatore Eraclio (611-641), il quale rimase colpito dalla sua conoscenza e dalla sua vita virtuosa.
San Massimo si rese presto conto che l’imperatore e molti altri erano stati corrotti dall’eresia monotelita, che si diffondeva rapidamente in Oriente. Egli si dimise dalle sue funzioni a corte e si recò al monastero di Chrysopolis (a Skutari, sulla riva opposta del Bosforo), dove ricevette la tonsura monastica. Per la sua umiltà e sapienza si guadagnò ben presto l’amore dei fratelli e fu scelto igumeno del monastero dopo alcuni anni. Anche in tale posizione, rimase un semplice monaco.
Nel 638 l’imperatore Eraclio e il patriarca Sergio cercarono di minimizzare l’importanza delle differenze di fede, ed emisero un editto, l’“Ekthesis” (“Ekthesis tes pisteos” o “Esposizione della Fede”), che decretava che tutti dovessero accettare la dottrina di una sola volontà nelle due nature del Salvatore. Difendendo l’Ortodossia contro l’“Ekthesis”, san Massimo parlò con persone di varie professioni e condizioni, e questi colloqui ebbero successo. Non solo il clero e i vescovi, ma anche il popolo e i funzionari secolari sentivano verso di lui una sorta di attrazione invisibile, come leggiamo nella sua Vita.
Quando san Massimo vide quale sconvolgimento questa eresia provocava a Costantinopoli e in Oriente, decise di lasciare il suo monastero e cercare rifugio in Occidente, dove il Monotelismo era stato completamente respinto. Durante il viaggio visitò i vescovi dell’Africa, confermandoli nell’Ortodossia ed esortandoli a non lasciarsi ingannare dai sottili argomenti degli eretici.
Il Quarto Concilio Ecumenico aveva condannato l’eresia monofisita, che insegnava falsamente che nel Signore Gesù Cristo vi fosse una sola natura (la divina). Influenzati da questa falsa opinione, gli eretici monoteliti affermavano che in Cristo vi fosse una sola volontà divina (“thelema”) e una sola energia divina (“energia”). I seguaci del Monotelismo cercavano di ritornare per un’altra via all’eresia monofisita già ripudiata. Il Monotelismo trovò numerosi aderenti in Armenia, Siria ed Egitto. L’eresia, alimentata anche da animosità nazionalistiche, divenne una grave minaccia all’unità della Chiesa in Oriente. La lotta dell’Ortodossia contro l’eresia era particolarmente difficile poiché, nell’anno 630, tre dei troni patriarcali dell’Oriente ortodosso erano occupati da monoteliti: Costantinopoli da Sergio, Antiochia da Atanasio e Alessandria da Ciro.
San Massimo viaggiò da Alessandria a Creta, dove iniziò la sua attività di predicazione. Lì si scontrò con un vescovo che aderiva alle opinioni eretiche di Severo e di Nestorio. Il santo trascorse sei anni ad Alessandria e nelle zone circostanti.
Il patriarca Sergio morì alla fine del 638 e anche l’imperatore Eraclio morì nel 641. Il trono imperiale fu infine occupato dal nipote di Eraclio, Costante II (642-668), aperto seguace dell’eresia monotelita. Gli assalti degli eretici contro l’Ortodossia si intensificarono. San Massimo si recò a Cartagine e lì predicò per circa cinque anni. Quando il monotelita Pirro, successore del patriarca Sergio, arrivò a Cartagine, dopo essere fuggito da Costantinopoli a causa di intrighi di corte, egli e san Massimo passarono molte ore in disputa. Come risultato, Pirro riconobbe pubblicamente il suo errore e gli fu concesso di conservare il titolo di “Patriarca”. Scrisse persino un libro in cui confessava la Fede ortodossa. San Massimo e Pirro si recarono a Roma per visitare papa Teodoro, che accolse Pirro come patriarca di Costantinopoli.
Nell’anno 647 san Massimo tornò in Africa. Là, in un concilio di vescovi, il Monotelismo fu condannato come eresia. Nel 648 fu emesso un nuovo editto, commissionato da Costante e redatto dal patriarca Paolo di Costantinopoli: il “Typos” (“Typos tes pisteos” o “Modello della Fede”), che proibiva ulteriori dispute riguardo a una sola volontà o a due volontà nel Signore Gesù Cristo. San Massimo allora chiese a san Martino il Confessore (14 aprile), successore di papa Teodoro, di esaminare la questione del Monotelismo in un Concilio della Chiesa. Il Concilio Lateranense fu convocato nell’ottobre del 649. Vi presero parte centocinquanta vescovi occidentali e trentasette rappresentanti dell’Oriente ortodosso, tra i quali san Massimo il Confessore. Il Concilio condannò il Monotelismo e il Typos. Furono pure anathematizzati i falsi insegnamenti dei patriarchi Sergio, Paolo e Pirro di Costantinopoli.
Quando Costante II ricevette le decisioni del Concilio, diede ordine di arrestare sia papa Martino che san Massimo. L’ordine dell’imperatore fu eseguito solo nell’anno 654. San Massimo fu accusato di tradimento e rinchiuso in prigione. Nel 656 fu inviato in Tracia, e in seguito ricondotto in una prigione di Costantinopoli.
Il santo e due suoi discepoli furono sottoposti ai più crudeli tormenti. A ciascuno fu tagliata la lingua e fu troncata la mano destra. Poi furono esiliati a Skemarum in Scizia, sopportando molti patimenti e difficoltà durante il viaggio.
Dopo tre anni, il Signore rivelò a san Massimo il momento della sua morte (13 agosto 662). Tre candele apparvero sopra la tomba di san Massimo e arsero miracolosamente. Questo era un segno che san Massimo fu un faro di Ortodossia durante la sua vita, e continua a risplendere come esempio di virtù per tutti. Molte guarigioni avvennero presso la sua tomba.
Nel Prologo greco, il 13 agosto si commemora la Traslazione delle reliquie di san Massimo a Costantinopoli, ma potrebbe anche essere la data della morte del santo. Può darsi che la sua memoria sia celebrata il 21 gennaio perché il 13 agosto è l’Apodosi della Festa della Trasfigurazione del Signore.
San Massimo ha lasciato alla Chiesa una grande eredità teologica. Le sue opere esegetiche contengono spiegazioni di passi difficili della Sacra Scrittura e includono un Commento al Padre Nostro e al Salmo 59, vari “scholia” o “marginalia” (commenti scritti a margine dei manoscritti) sui trattati del ieromartire Dionisio l’Areopagita (3 ottobre) e di san Gregorio il Teologo (25 gennaio). Tra le opere esegetiche di san Massimo vi è la sua spiegazione dei divini servizi, intitolata “Mystagogia” (“Introduzione sul Mistero”).
Le opere dogmatiche di san Massimo comprendono l’Esposizione della sua disputa con Pirro e diversi trattati e lettere indirizzati a varie persone. In esse sono contenute spiegazioni dell’insegnamento ortodosso sull’Essenza divina e sulle Persone della Santa Trinità, sull’Incarnazione del Verbo di Dio e sulla “theosis” (“divinizzazione”) della natura umana.
“Nulla, nella theosis, è prodotto dalla natura umana”, scrive san Massimo in una lettera al suo amico Talassio, “poiché la natura non può comprendere Dio. Solo la misericordia di Dio ha la capacità di elargire la theosis a ciò che esiste… Nella theosis l’uomo (l’immagine di Dio) viene reso simile a Dio, egli gioisce di tutta la pienezza che non gli appartiene per natura, perché in lui trionfa la grazia dello Spirito e perché Dio agisce in lui” (Lettera 22).
San Massimo scrisse anche opere antropologiche (cioè concernenti l’uomo). Egli riflette sulla natura dell’anima e sulla sua esistenza cosciente dopo la morte. Tra le sue composizioni morali, particolarmente importante è la sua opera “Capitoli sull’Amore”. San Massimo il Confessore scrisse anche tre inni, nella più alta tradizione dell’inno-grafia della Chiesa, seguendo l’esempio di san Gregorio il Teologo.
La teologia di san Massimo il Confessore, fondata sull’esperienza spirituale della conoscenza dei grandi Padri del Deserto e utilizzando l’abile arte della dialettica elaborata dalla filosofia precristiana, fu continuata e sviluppata nelle opere di san Simeone il Nuovo Teologo (12 marzo) e di san Gregorio Palamas (14 novembre).



