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Maria persiana m.

07-12

La santa martire Golinduc, nel Battesimo Maria, visse in Persia durante il regno di Cosroe I il Vecchio. Era la moglie del capo dei maghi dell’impero persiano. Dotata di mente lucida, Golinduc comprese la falsità della sapienza pagana e rifletté molto su quale potesse essere la vera Fede. Quando venne a sapere del Cristianesimo, desiderò ardentemente conoscere che cosa esso insegnasse. Ben presto, per la Provvidenza di Dio, il suo desiderio fu esaudito. Nel sonno un angelo mostrò a Golinduc il luogo di tormento dei peccatori e il paradiso in cui dimorano i credenti in Cristo, il vero Dio. Dopo questo sogno, cominciò a pregare con fervore il vero Dio, affinché l’aiutasse a diventare cristiana. L’angelo di Dio indirizzò Golinduc a un sacerdote cristiano, dal quale ricevette il santo Battesimo con il nome di Maria.

Dopo il Battesimo lasciò suo marito, il mago, ed egli si lamentò con l’imperatore Cosroe. L’imperatore stesso, i dignitari da lui inviati e donne illustri insistettero tutti perché Golinduc ritornasse dal marito. Per il suo deciso rifiuto, l’imperatore la condannò alla prigione a vita. In carcere la santa Maria-Golinduc trascorse diciotto anni.

Durante il regno del successore di Cosroe, suo figlio Ormisda, giunse in Persia un ambasciatore dell’imperatore bizantino Maurizio, di nome Aristobulo. Avendo appreso che da molti anni Maria la cristiana languiva in prigione, Aristobulo la visitò ripetutamente in carcere con il permesso dell’imperatore e le insegnò a cantare i Salmi di Davide. Dopo la partenza di Aristobulo, Ormisda diede ordine di condurre davanti a sé la santa Maria-Golinduc e per lungo tempo la torturò, sottoponendola a ogni sorta di percosse e tormenti. Ma in tutti i tormenti, per l’intercessione di Dio, la santa rimase illesa. Quando la consegnarono per essere disonorata, il Signore la rese invisibile agli empi e preservò la sua purezza. Alla fine l’imperatore ordinò di tagliare la testa alla martire, ma il Signore la protesse dalla mano del carnefice e la condusse presso cristiani che vivevano nascosti.

Quando la persecuzione contro i cristiani in Persia cessò durante il regno di Cosroe II, che occupò il trono con l’aiuto dell’imperatore bizantino Maurizio, la santa Maria-Golinduc cominciò apertamente a predicare la Fede cristiana.

Alla fine della sua vita la santa Maria fece pellegrinaggio a Gerusalemme, dove pregò al sepolcro del Signore e negli altri luoghi santi. Sulla via del ritorno morì (+ 591) nella chiesa del santo martire Sergio a Nisibis.