Mamante m.
Il Santo Grande Martire Mamante nacque in Paflagonia, in Asia Minore, nel terzo secolo, da pii e illustri genitori, i cristiani Teodoto e Rufina. I genitori del santo furono arrestati dai pagani a causa della loro aperta confessione della fede e rinchiusi in prigione a Cesarea di Cappadocia.
Conoscendo la propria debolezza fisica, Teodoto pregò il Signore di prenderlo a sé prima di essere sottoposto ai tormenti. Il Signore esaudì la sua preghiera ed egli morì in prigione. Anche la santa Rufina morì dopo di lui, dopo aver dato alla luce un figlio prematuro. Ella lo affidò a Dio, supplicandoLo di essere il Protettore e il Difensore del piccolo orfano.
Dio ascoltò la preghiera morente della santa Rufina: una ricca vedova cristiana di nome Ammia seppellì con venerazione i corpi dei santi Teodoto e Rufina, e prese con sé il bambino nella propria casa, allevandolo come suo figlio. San Mamante crebbe nella Fede cristiana. La sua madre adottiva si preoccupò di sviluppare le sue capacità naturali e ben presto lo mandò a studiare grammatica.
Il ragazzo imparava facilmente e volentieri. Non era ancora in età di maturo giudizio, ma si distingueva per maturità di mente e di cuore. Con prudenti conversazioni e con il proprio esempio, il giovane Mamante convertì molti suoi coetanei al cristianesimo.
Il governatore, Democrito, ne fu informato, e Mamante, quindicenne, fu arrestato e condotto a giudizio. In considerazione della sua illustre origine, Democrito decise di non sottoporlo a tortura, ma di inviarlo all’imperatore Aureliano (270-275). L’imperatore tentò dapprima con modi gentili, poi con minacce, di ricondurre San Mamante alla fede pagana, ma invano. Il santo confessò con coraggio di essere cristiano e mostrò la follia dei pagani nel loro culto degli idoli inanimati.
Irascendosi, l’imperatore sottopose il giovane a crudeli tormenti. Cercarono di annegare il santo, ma un angelo del Signore salvò San Mamante e gli ordinò di vivere su un alto monte, nel deserto, non lontano da Cesarea. Inchinandosi alla volontà di Dio, il santo vi costruì una piccola chiesa e iniziò a condurre una vita di rigorosa temperanza, in fatiche di digiuno e di preghiera.
Ben presto ricevette un potere straordinario sulle forze della natura: le belve selvatiche che abitavano il deserto circostante si radunavano presso la sua dimora e ascoltavano la lettura del Santo Vangelo. San Mamante si nutriva del latte di capre selvatiche e di cervi.
Il santo non trascurava i bisogni dei suoi vicini. Preparando formaggio con quel latte, lo donava liberamente ai poveri. Ben presto la fama della vita di San Mamante si diffuse in tutta Cesarea.
Il governatore inviò un distaccamento di soldati per arrestarlo. Quando incontrarono San Mamante sul monte, i soldati non lo riconobbero e lo scambiarono per un semplice pastore. Il santo allora li invitò alla sua dimora, diede loro da bere del latte e poi rivelò il proprio nome, sapendo che lo attendeva la morte per Cristo. Il servo di Dio disse al servo dell’imperatore di precederlo a Cesarea, promettendo che lo avrebbe seguito presto. I soldati lo attesero alle porte della città, e San Mamante, accompagnato da un leone, li incontrò là.
Consegnandosi nelle mani dei torturatori, San Mamante fu portato a giudizio davanti a un vicegovernatore di nome Alessandro, che lo sottopose a intense e prolungate torture. Tuttavia, essi non piegarono la volontà del santo. Egli fu fortificato dalle parole che gli furono rivolte dall’alto: “Sii forte e coraggioso, Mamante.”
Quando gettarono San Mamante alle belve feroci, queste non lo toccarono. Alla fine, uno dei sacerdoti pagani lo colpì con un tridente. Mortalmente ferito, San Mamante uscì fuori dalle mura della città. Là, in una piccola grotta di pietra, rese il suo spirito a Dio, il Quale, in udienza di tutti, chiamò il santo Martire Mamante nella Sua dimora celeste. Egli fu sepolto dai credenti nel luogo della sua morte.
Ben presto i cristiani iniziarono a ricevere aiuto da lui nelle loro afflizioni e tristezze. San Basilio il Grande parla così del santo Martire Mamante in un’omelia al popolo: “Ricordate il santo martire, voi che abitate qui e lo avete come aiutante. Voi che invocate il suo nome siete stati aiutati da lui. Coloro che erano nell’errore egli li ha guidati alla vita. Coloro che egli ha guarito dalle infermità, coloro ai cui figli morti ha ridato la vita, coloro la cui vita egli ha prolungato: raduniamoci tutti insieme, come uno solo, e lodiamo il martire!”



