le Sante quaranta donne martiri e Ammone diacono e le sante martiri Calliste
Queste sante donne vivevano ad Adrianopoli in Tracia durante il regno dell’imperatore Licinio, che fu coreggente con il santo Costantino il Grande (21 maggio). Babdos, il governatore della regione (circa 305), le arrestò in quanto cristiane e cercò di costringerle ad adorare gli idoli. Una certa donna di nome Kelsina era una cittadina eminente. Dopo la sua coraggiosa confessione della Fede, le radunò tutte nella sua casa, insieme al loro maestro, il diacono Ammone (Ammoún), per rafforzarle in vista del martirio. Ammone prese un foglio con i loro nomi e li lesse ad alta voce uno per uno. Poi disse: «Lottate per Cristo attraverso il martirio, perché in questo modo il Maestro Cristo, alla porta del Regno celeste, vi chiamerà per nome, una ad una, per conferirvi una corona di vita eterna».
Quando il governatore le interrogò di nuovo, tutte le martiri confessarono saldamente la loro fede. Esse pregarono Dio e frantumarono gli idoli, poi all’improvviso il sacerdote pagano fu sollevato in aria da una forza invisibile e, dopo essere stato tormentato a lungo, cadde a terra morto. Allora Babdos ordinò che il santo Ammone fosse sospeso per lacerargli i fianchi e bruciare le sue ferite con candele accese, e poi gli fu posta sul capo un elmo di bronzo rovente, ma miracolosamente il santo martire fu liberato da queste torture.
Poiché il santo rimase illeso dalla sua prova, fu condotto insieme ai suoi discepoli da Veroe [la moderna Stara Zagora (Stára Zagorá) in Bulgaria] a Heraclea, e portato davanti al governatore Licinio. Durante il cammino il Signore apparve e li incoraggiò. Giunti nella città, essi andarono nel luogo dove erano sepolte le sante reliquie della vergine martire Glykeria (13 maggio). Mentre trascorrevano la notte là in preghiera, la santa apparve e disse: «Benvenuti, santi servi di Dio! Ho a lungo atteso le vostre gloriose compagne in Cristo, affinché possiamo danzare, coronati con i santi angeli, nel Regno di Cristo, che abbiamo confessato fino al sangue».
Il santo Ammone e le sante vergini furono condotti a Heraclea (Ηράκλεια) per affrontare ulteriori tormenti. Lì furono gettati alle fiere. Le sante donne e il loro maestro pregavano stando in piedi con le mani alzate, ma gli animali si addormentarono e non le toccarono. Mentre i soldati accendevano un fuoco in cui gettare i martiri, essi predissero all’empio Licinio la vittoria del santo Costantino il Grande, il trionfo del cristianesimo e l’eradicazione dell’idolatria. Poi furono segnati con il segno della Croce. Dieci di loro balzarono tra le fiamme esultando e lodando Dio, che irrorò di rugiada il fuoco. Altre otto furono decapitate con la spada insieme al loro maestro Ammone. Altre dieci furono giustiziate dopo essere state trafitte al cuore con una spada, o dopo che erano stati introdotti ferri roventi nelle loro bocche. Altre sei furono ugualmente sgozzate, e le restanti sei si addormentarono nel Signore in pace.
I loro nomi sono stati conservati nel loro antico Martyrion (Bibliotheca Hagiographica Graeca 2280-2281): Laurencia (Λαυρεντία) la diaconessa, Kelsina (Κελσίνα), Theoktisti (Theoktistē/Theókleia), Dorothy (Δωροθέα), Eutykhiani (Eutykhianē/Ευτυχιανή), Thekla (Θέκλα), Aristainete (Αρισταινέτη), Philadelphi (Philadḗlphē/Φιλαδέλφη), Maria, Veronica (Βερονίκη), Eulalia, o Euthymia (Eulalίa/Ευλαλία o Euthymίa/Ευθυμία), Lamprotati (Lamprotátē/Λαμπροτάτη), Euphymia (Ευφημία), Theodora, Theodote (Θεοδότη), Tetesia (Τετεσία), Aquilina, Theodoule (Θεοδούλη), Aplodora (Aplodóra/Απλοδώρα), Lampadia (Lampadίa/Λαμπαδία), Prokopia (Prokopίa/Προκοπία), Maura (Maúra/Μαύρα), Paula (Παύλα), Juliana (Ιουλιάνα), Ampliani (Amplianḗ/Αμπλιανή), Persis (Persίs/Περσίς), Gregoria (Gregorίa/Γρηγορία), Kyria, o Kyriaivi (Κυρία/Κυρία o Kyriaίvē/Κυριαίνη), Vassa (Βάσσα), Kalliniki (Kallinίkē/Καλλινίκη), Barbara (Βαρβάρα), Kyriaki (Kyriakḗ/Κυριακή), Agathoniki (Agathonίkē/Αγαθονίκη), Timothea (Timothḗa/Τιμοθέα), Justa (Ιούστα), Irene (Ειρήνη), Matrona (Matróna/Ματρώνα) o Agathonike (Agathonίkē/Αγαθονίκη), Tatiana (Τατιανή), Anna, o Anthousa (Άννα o Anthoúsa/Ανθούσα).
Ecco un altro elenco: Adamantini (Adamantίnē/Ἀδαμαντίνη), Kalliroe (Καλλιρόη), Kharikleia (Χαρίκλεια), Penelope (Πηνελόπη), Kleio (Kleió/Κλειὼ), Thaleia (Tháleia/Θάλεια), Marianthe (Μαριάνθη), Eutirpe (Eutḗrpe/Εὐτέρπη), Terpsichore (Terpsichóre/Τερψιχόρη), Ourania (Ouranίa/Οὐρανία), Kleoniki (Κλεονίκη), Sappho (Σαπφώ), Erato (Erato/Ἐρατώ), Polymnia (Πολύμνια), Dodoni (Dodónē/Δωδώνη), Athena (Athená/Αθηνά), Troada (Troáda/Τρωάδα), Cleopatra (Κλεοπάτρα), Korallia (Korallίa/Κοραλία), Kallisti (Kallίstē/Καλλίστη), Theonoi (Theonóē/Θεονόη), Theono (Theonó/Θεανώ), Aspasia (Aspasίa/Ἀσπασία), Polyniki (Polynίkē/Πολυνίκη), Dioni (Diónē/Διόνη), Theophani (Theophánē/Θεοφάνη), Erasmia (Erasmίa/Ἐρασμία), Ermineia (Ermēneίa/Ἑρμηνεία), Aphroditi (Aphrodίtē/Ἀφροδίτη), Margarita (Μαργαρίτα), Antigone (Antigóne/Ἀντιγόνη), Pandora (Pandóra/Πανδώρα), Khaido (Kháϊdo/Χάϊδω), Lambro (Láμπρο/Λάμπρω), Mosoho (Mósoho/Μόσχω), Ariboia (Arēboϊa/Ἀρηβοΐα), Theonymphi (Theonymphē/Θεονύμφη), Akrivi (Akrivē/Ακριβή), Melpomeni (Melpoménē/Μελπομένη), Elpiniki (Elpinίkē/Ἐλπινίκη), e Ammoun (Ammoún/Ammoún), il loro maestro.
Per quanto riguarda i nomi delle 40 sante vergini, dobbiamo essere cauti, perché alcuni dei loro nomi, per esempio Khaido (Khaϊdo/Χάϊδω), Lambro (Λάμπρω) ecc., appartengono ai secoli più tardi (XVI–XVIII) e non al IV secolo, quando le sante furono martirizzate.
Molti saranno sorpresi nel notare qui i nomi di figure pagane e mitologiche. Tuttavia, i santi portatori di passione, Boris e Gleb, erano figli del santo Vladimir (15 luglio). San Boris fu chiamato Romanos e san Gleb fu chiamato David al loro Battesimo. Dopo il loro martirio, i loro precedenti nomi furono santificati. È ragionevole supporre che la stessa cosa sia avvenuta con le sante vergini martiri del IV secolo.



