Isaia pf.
Il santo Profeta Isaia visse 700 anni prima della nascita di Cristo ed era di stirpe reale. Il padre di Isaia, Amos, allevò suo figlio nel timore di Dio e nella legge del Signore. Raggiunta l’età matura, il Profeta Isaia contrasse matrimonio con una pia profetessa (Is 8,3) ed ebbe un figlio, Jasub (Is 8,18).
San Isaia fu chiamato al servizio profetico durante il regno di Oziah [Ozia/Uzziah], re di Giuda, e profetizzò per 60 anni durante il regno dei re Joatham, Achaz [Acaz/Ahaz], Ezechia ed Manasse. L’inizio del suo servizio fu segnato dalla seguente visione: egli vide il Signore Dio, che sedeva in un maestoso tempio celeste su un trono eccelso. Serafini a sei ali lo circondavano. Con due ali coprivano il loro volto, con due ali coprivano i loro piedi e con due ali volavano attorno gridando l’uno all’altro: «Santo, Santo, Santo è il Signore Sabaoth, il cielo e la terra sono pieni della sua gloria!». Le colonne del tempio celeste tremarono alle loro grida, e nel tempio si alzò il fumo dell’incenso.
Il profeta gridò atterrito: «Oh, uomo maledetto che sono, a cui è stato concesso di vedere il Signore Sabaoth, avendo labbra impure e vivendo in mezzo a un popolo impuro!». Allora fu mandato da lui uno dei Serafini, che aveva in mano un carbone ardente, preso con le molle dall’altare del Signore. Lo toccò alla bocca del Profeta Isaia e disse: «Ecco, questo ha toccato le tue labbra, e porterà via con sé le tue iniquità e purificherà i tuoi peccati». Dopo di ciò Isaia udì la voce del Signore, rivolta a lui: «Chi manderò e chi andrà da questo popolo?». Isaia rispose: «Eccomi, manda me» (Is 6,1 ss). E il Signore lo mandò presso i Giudei a esortarli a convertirsi dalle vie dell’empietà e del culto degli idoli, e a offrire pentimento.
A coloro che si pentono e si volgono al vero Dio, il Signore promise misericordia e perdono, ma per gli impenitenti sono stabiliti il castigo e il giudizio di Dio. Allora Isaia chiese al Signore quanto a lungo sarebbe continuato l’allontanamento del popolo giudaico da Dio. Il Signore rispose: «Finché le città saranno deserte per mancanza di abitanti, e la terra sarà resa desolata. Come quando un albero viene abbattuto e dal ceppo spuntano nuovi germogli, così dalla distruzione della nazione rimarrà un santo resto, dal quale uscirà una nuova stirpe».
Isaia lasciò dopo di sé un libro di profezia, in cui rimprovera i Giudei per la loro infedeltà al Dio dei loro Padri. Egli predisse la cattività dei Giudei e il loro ritorno dalla cattività al tempo dell’imperatore Ciro, la distruzione e il rinnovamento di Gerusalemme e del Tempio. Insieme a questo egli predice anche il destino storico delle altre nazioni confinanti con i Giudei. Ma ciò che è più importante per noi, il Profeta Isaia con particolare chiarezza e dettaglio profetizza sulla venuta del Messia, Cristo Salvatore. Il profeta chiama il Messia Dio e Uomo, maestro di tutte le nazioni, fondatore del Regno di pace e di amore.
Il profeta preannuncia la nascita del Messia da una Vergine e con particolare chiarezza descrive la Passione del Messia per i peccati del mondo. Egli prevede la sua Risurrezione e la diffusione universale della sua Chiesa. Con il suo chiaro preannuncio di Cristo Salvatore, il Profeta Isaia merita di essere chiamato un Evangelista dell’Antico Testamento. A lui appartengono le parole: «Egli porta i nostri peccati ed è percosso per noi… Egli è stato ferito per i nostri peccati e torturato per le nostre iniquità. Il castigo della nostra pace è stato su di lui, e per le sue piaghe noi siamo stati guariti…» (Is 53,4-5. Cfr. Isaia 7,14; 11,1; 9,6; 53,4; 60,13, ecc.).
Il santo Profeta Isaia ebbe anche il dono dei miracoli. Così, quando al tempo dell’assedio di Gerusalemme da parte dei nemici gli assediati erano sfiancati dalla sete, egli con la sua preghiera fece scaturire da sotto il Monte Sion una sorgente d’acqua, che fu chiamata Siloam, cioè «mandato da Dio». Fu a questa sorgente che in seguito il Salvatore mandò l’uomo cieco dalla nascita a lavarsi, e gli restituì la vista. Per la preghiera del Profeta Isaia, il Signore prolungò la vita di Ezechia per 15 anni.
Il Profeta Isaia morì con morte di martire. Per ordine del re giudeo Manasse fu segato in due con una sega di legno. Il profeta fu sepolto non lontano dalla piscina di Siloam. Le reliquie del santo Profeta Isaia furono poi traslate dall’imperatore Teodosio il Giovane a Costantinopoli e collocate nella chiesa di San Lorenzo a Blachernae. Attualmente una parte del capo del Profeta Isaia è conservata all’Athos nel monastero di Hilandar.
Per i tempi e gli eventi che ebbero luogo durante la vita del Profeta Isaia, si vedano il 4º Libro dei Re [alt. 2 Re] (cc. 16, 17, 19, 20, 23, ecc.) e anche 2 Cr 26-32.



