Ipazio di Gangre
Il santo ieromartire Ipazio, vescovo di Gangra, fu vescovo della città di Gangra in Paflagonia (Asia Minore). Nell’anno 325 egli partecipò al Primo Concilio Ecumenico a Nicea, nel quale l’eresia di Ario fu anatematizzata.
Quando il santo Ipazio stava ritornando nel 326 da Costantinopoli a Gangra, dei seguaci degli scismatici Novato e Felicissimo gli tesero un’imboscata in un luogo desolato. Gli eretici lo trafissero con spade e lance, e lo gettarono in una palude. Come il Protomartire Stefano, il santo Ipazio pregò per i suoi uccisori.
Una donna ariana colpì il santo alla testa con una pietra, uccidendolo. Gli assassini nascosero il suo corpo in una grotta, dove un cristiano che vi custodiva della paglia trovò il suo corpo. Riconoscendo il corpo del vescovo, si affrettò verso la città per riferirlo, e gli abitanti di Gangra seppellirono con pietà il loro amato arcivescovo.
Dopo la sua morte, le reliquie del santo Ipazio furono famose per numerosi miracoli, in particolare per la cacciata dei demòni e per la guarigione dei malati.
Fin da tempi antichi l’ieromartire Ipazio fu particolarmente venerato nella terra russa. Così, nell’anno 1330 il monastero Ipatiev fu costruito a Kostroma, nel luogo dove la Madre di Dio apparve con il pre-eterno Bambino Cristo, l’apostolo Filippo e l’ieromartire Ipazio, vescovo di Gangra. Questo monastero occupò in seguito un posto significativo nella vita spirituale e sociale della nazione, specialmente durante il Tempo dei Torbidi.
Le antiche copie della Vita dell’ieromartire Ipazio furono ampiamente diffuse nella letteratura russa, e una di esse fu inserita nel MENAION DA LEGGERSI del metropolita Macario (1542-1564). In questa Vita vi è il racconto dell’apparizione del Salvatore al santo Ipazio alla vigilia della morte del martire.
La voce per la festa del santo consiste nella sua Vita, in alcune preghiere e in parole di lode e di esortazione. La pia venerazione del santo Ipazio fu espressa anche nelle composizioni liturgiche russe. Nel corso del XIX secolo fu composto un nuovo servizio per l’ieromartire Ipazio, distinto dai servizi scritti da San Giuseppe lo Studita, contenuti nel MENAION di marzo.



