Passa al contenuto principale

Ioad pf. Sostene

03-30

Il Profeta Ioad visse intorno al X secolo a.C. ed era originario di Samaria. Nel Terzo Libro dei Re, capitolo tredicesimo, il Santo è chiamato semplicemente “un uomo di Dio”.

Il Signore mandò questo Profeta dalla Giudea a Bethel per rimproverare il re Geroboamo d’Israele, perché aveva portato il suo popolo all’idolatria. Ioad arrivò a Bethel proprio mentre Geroboamo stava presso l’altare che aveva costruito per offrire un sacrificio. Ioad avvertì coloro che si erano radunati davanti all’altare che un figlio sarebbe nato alla casa di Davide, e che il suo nome sarebbe stato Giosia. Ioad continuò dicendo che i sacerdoti dei luoghi alti che offrivano sacrifici su quell’altare sarebbero stati bruciati su di esso. Quando Geroboamo udì questa profezia, ordinò che l’uomo di Dio fosse preso. Allora Geroboamo stesso stese la mano per afferrare il Profeta, e la mano del re si inaridì. Egli supplicò il Profeta di pregare il Signore perché guarisse la sua mano, e la mano del re fu ristabilita come prima.

Geroboamo ne fu riconoscente e invitò Ioad a entrare in casa sua per ricevere un dono. Ma l’uomo di Dio rifiutò, dicendo che Dio gli aveva ordinato di non mangiare pane né bere acqua, e di non tornare a casa per la stessa via dalla quale era venuto. Così egli se ne andò per un’altra via.

A Bethel vi era un falso profeta di nome Emba, i cui figli lo informarono di ciò che l’uomo di Dio aveva fatto quel giorno e di ciò che aveva detto al re. Emba disse ai suoi figli di sellargli l’asina e di mostrargli per dove era andato l’uomo di Dio. Egli trovò Ioad seduto sotto una quercia e gli chiese: “Sei tu l’uomo di Dio che è venuto dalla Giudea?”

Ioad rispose: “Lo sono”.

Allora il falso profeta lo invitò a venire a mangiare pane con lui, ma l’uomo di Dio ripeté le stesse parole che aveva rivolto a Geroboamo.

Emba disse: “Anch’io sono profeta come te, e un Angelo mi ha parlato per parola del Signore, dicendo: ‘Conducilo in casa tua e lascia che mangi pane e beva acqua’”. Ma quella era una menzogna! Così l’uomo di Dio andò a casa di Emba e là mangiò pane e bevve acqua. Mentre erano seduti a tavola, la parola del Signore giunse a Emba, che dichiarò: “Così dice il Signore: ‘Poiché ti sei opposto alla parola del Signore e non hai osservato il comandamento che il Signore tuo Dio ti aveva dato, il tuo corpo non sarà sepolto con i tuoi padri’”.

Allora l’uomo di Dio sellò la sua asina e se ne andò. Un leone lo trovò e lo uccise, e gettò il suo corpo da parte. L’asina stava presso il corpo, e così pure il leone. Alcuni uomini passarono e videro il leone e l’asina che stavano accanto al cadavere. Poi andarono nella città dove viveva il falso profeta e gli raccontarono di aver visto il corpo dell’uomo di Dio che si era ribellato alla parola del Signore. Emba andò a recuperare il corpo, e notò che il leone non lo aveva divorato, né il leone aveva assalito l’asina.

Allora il vecchio prese il corpo e lo portò nella sua città, e lo depose nel proprio sepolcro. Emba disse ai suoi figli di seppellirlo accanto all’uomo di Dio quando fosse morto; “perché certamente si compirà la parola che egli ha pronunciato contro l’altare di Bethel e contro le alte case in Samaria”.

Il Profeta Ioad non va confuso con il Profeta Gioele (19 ottobre), che è uno dei dodici Profeti minori.