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i santi diecimila asceti tebani

08-07

San Horus, quand’era ancora giovane, si ritirò nel deserto della Tebaide e lottò in completa solitudine per molti anni, conducendo la vita di un rigoroso eremita. Avanzato negli anni, a San Horus fu concesso di vedere un angelo, che gli annunciò che il Signore lo aveva destinato alla salvezza di molte persone che avrebbero cercato la sua guida.

Dopo questo, il monaco iniziò ad accogliere tutti coloro che venivano da lui in cerca di consiglio e di aiuto. Il Signore gli concesse il dono di leggere le Sacre Scritture, nonostante il fatto che il santo, fin dall’infanzia, non fosse stato istruito nella lettura e nella scrittura.

Gradualmente, si formò attorno a San Horus un grande monastero, nel quale il santo Anziano era la guida spirituale. Il monaco non entrò mai nella trapeza per il cibo, né mangiava nel giorno in cui si accostava ai Santi Misteri. Spesso istruiva i fratelli con racconti sulle tentazioni che potevano assalire un monaco che vive in solitudine. Ma le raccontava sempre in modo tale che tutti sapessero che stava parlando di abitatori del deserto a lui personalmente noti. Il santo nascondeva le proprie imprese ascetiche.

Una volta, mentre il santo viveva ancora con un solo discepolo, questi richiamò l’attenzione dell’Anziano sull’avvicinarsi della Santa Pascha. San Horus si alzò immediatamente per la preghiera e, alzando le mani, rimase così per tre giorni sotto il cielo aperto, in incessante preghiera. Poi spiegò al suo discepolo che per un monaco ogni giorno di festa, e in modo particolare la Pascha, si celebra allontanandosi da ogni cosa mondana ed elevando la propria mente all’unione con Dio.

Tutti i pensieri e le azioni dei suoi discepoli erano rivelati a San Horus, e nessuno osava mentirgli. Avendo raggiunto una profonda vecchiaia, San Horus fondò diversi monasteri, comprendendo in tutto fino a 1.000 monaci. Morì all’età di 90 anni, intorno all’anno 390.