Gleb di Russia
Il santo principe Gleb, nel santo Battesimo David, fu uno dei primi martiri russi chiamati “Portatori della Passione”. Egli soffrì insieme con suo fratello, il principe Boris (Roman nel santo Battesimo). Dopo l’uccisione di san Boris, Svjatopolk il Maledetto mandò al fratello minore, il principe Gleb, un messaggero con una falsa notizia sul loro padre, il gran principe Vladimir, che era morto di malattia, usando così l’inganno per assassinare un altro possibile pretendente al trono di Kiev.
Il principe Gleb, ingannato, si affrettò a recarsi a Kiev con un piccolo seguito. Il suo inquieto fratello Jaroslav, raggiuntolo a Smolensk, non riuscì a trattenerlo, poiché il santo non sospettava una tale malvagità da parte del fratello Svjatopolk.
Non lontano da Smolensk gli assassini si imbatterono nella barca di san Gleb, il quale non oppose resistenza, ma chiese mansuetamente che lo risparmiassero a motivo della sua giovane età. Su ordine degli uccisori, il cuoco di Gleb gli tagliò la gola. Il corpo del principe fu sepolto in un luogo desolato non lontano da Smolensk, “tra due tronchi d’albero”, cioè in una semplice bara di legno (+1015). Negli anni 1019-1020 suo fratello Jaroslav trovò la tomba di san Gleb. Il corpo, rimasto incorrotto, fu trasferito a Vyshgorod presso Kiev e sepolto accanto al santo principe Boris.
In seguito, le reliquie dei fratelli furono trasferite (2 maggio) nella chiesa di san Basilio il Grande, e lì, presso le cripte di questi santi Portatori della Passione, furono compiuti molti miracoli. Il metropolita Giovanni di Kiev compilò un ufficio in onore dei principi Portatori della Passione e stabilì anche per loro una festa comune il 24 luglio, che risale alla prima metà dell’XI secolo.
Da tempi antichi la Chiesa russa ha venerato questi fratelli, che incessantemente hanno prestato aiuto orante alla loro terra natale, in particolare negli anni di gravi tribolazioni. Così, proprio prima della battaglia della Neva nel 1240, i Portatori della Passione Boris e Gleb apparvero in visione a uno dei soldati del santo principe Aleksandr Nevsky (23 novembre, 30 agosto e 23 maggio), e aiutarono i russi durante il combattimento.
Le cronache sono piene di racconti delle varie manifestazioni di misericordia, attestate presso le loro tombe, e delle vittorie ottenute grazie al loro aiuto. In tutta la Russia furono costruite molte chiese e monasteri in onore dei santi Portatori della Passione Boris e Gleb.



