Giustiniano imperatore
Il santo Giustiniano, figura di primo piano nella storia dello stato bizantino, fu anche un grande difensore dell’Ortodossia, un costruttore di chiese e uno scrittore ecclesiastico. Nacque nella provincia romana dell’Illirico. Durante il suo regno (527-565), Bisanzio si coprì di gloria con vittorie militari in Persia, in Africa e in Italia, in seguito alle quali il paganesimo fu definitivamente sradicato tra le tribù germaniche dei Vandali e dei Visigoti. Per ordine dell’imperatore Giustiniano furono chiuse le scuole pagane di Atene. Giustiniano inviò Giovanni, vescovo di Efeso, in tutte le regioni dell’Asia Minore con lo scopo di diffondere il cristianesimo. Giovanni battezzò più di 70.000 pagani.
L’imperatore diede ordine di costruire novanta chiese per i neoconvertiti, e sostenne generosamente la costruzione di chiese all’interno dell’Impero. Le sue opere architettoniche più insigni del tempo sono considerate il Monastero di Santa Caterina al Sinai e la chiesa di Hagia Sophia a Costantinopoli. Sotto il santo Giustiniano furono costruite molte chiese dedicate alla nostra Santissima Signora Theotokos. Poiché aveva ricevuto una vasta educazione, il santo Giustiniano si preoccupò assiduamente della formazione del clero e dei monaci, ordinando che fossero istruiti in retorica, filosofia e teologia.
Il sovrano di retta fede dedicò molta attenzione e fatica alla lotta contro gli origenisti del suo tempo, i quali allora stavano facendo rivivere l’eresia nestoriana. Per contrastare le loro speculazioni eretiche fu composto l’inno ecclesiastico: «Figlio Unigenito e Verbo di Dio immortale, che per la nostra salvezza…», e Giustiniano comandò che fosse cantato nelle chiese. Da quel tempo fino ad oggi, questo inno viene cantato alla Divina Liturgia prima dell’Ingresso Minore, dopo il secondo Antifona.
Per ordine del sovrano fu convocato, nell’anno 553, il Quinto Concilio Ecumenico, che condannò gli insegnamenti di Origene e confermò le definizioni del Quarto Concilio Ecumenico di Calcedonia. Egli tentò anche di assicurare l’unità religiosa all’interno dell’Impero attraverso i suoi (infruttuosi) dialoghi con i non calcedoniani.
Il santo imperatore Giustiniano desiderava un governo e un diritto ordinati nel suo dominio. Sotto la sua guida e supervisione fu compilata una raccolta completa del diritto romano. Essa è giunta fino a noi come un codice di leggi noto come il «Codice Giustinianeo». Le «leggi ecclesiastiche» di Giustiniano sono incluse in tutte le varianti delle raccolte russe di diritto canonico.
Nella sua vita personale, il santo Giustiniano era di rigorosa pietà e digiunava spesso. Durante la Grande Quaresima non mangiava pane né beveva vino. È ricordato anche per aver promosso l’idea della «sinfonia» tra Chiesa e stato. Il santo imperatore Giustiniano morì nell’anno 565.



