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Giuseppe di Tessalonica - immagine

Giuseppe di Tessalonica

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San Giuseppe, arcivescovo di Tessalonica, era fratello di San Teodoro lo Studita (11 novembre), e insieme condussero una vita ascetica sotto la guida di San Platone (5 aprile) nel monastero di Sakkudion, in Bitinia.

A causa della sua vita ascetica, San Giuseppe fu scelto all’unanimità come arcivescovo della città di Tessalonica. Egli e suo fratello si opposero al matrimonio illecito dell’imperatore Costantino VI (780-797), per il quale fu torturato e poi esiliato su un’isola deserta. L’imperatore Michele Rangabe (811-813) liberò San Giuseppe dalla prigionia.

Sotto l’imperatore Leone V l’Armeno (813-820) il santo gerarca e suo fratello San Teodoro soffrirono nuovamente a causa della loro venerazione delle sante icone. Sebbene fosse sottoposto a tortura, egli rimase saldo nella sua fede. L’imperatore iconoclasta gli ordinò di firmare la confessione di fede iconoclasta, e quando egli rifiutò lo gettarono in una prigione ancor più lurida.

Sotto l’imperatore Michele il Balbuziente (820-829) San Giuseppe fu liberato, insieme ad altri monaci che avevano sofferto per la loro venerazione delle icone. Trascorse i suoi ultimi anni nel Monastero di Studion, dove morì nell’830.

San Giuseppe è rinomato come innografo. Compose triodi per la Settimana Santa, diversi stichirà del TRIODIO QUARESIMALE, un Canone per la Domenica del Figliol Prodigo (che è pervaso dallo spirito di profonda compunzione), e altri inni. Scrisse diversi sermoni per le feste, tra i quali il più noto è l’Omelia sull’Innalzamento della Preziosa e Vivificante Croce del Signore.