Giovenale di Gerusalemme. Giovanni di Shanghai
San Giovenale, Patriarca di Gerusalemme, occupò il trono della Città Santa negli anni 420-458. In questo periodo grandi luminari della Chiesa illuminarono il mondo: i Santi Euthymios il Grande (20 gennaio), Simeone lo Stilita (1 settembre), Gerasimos del Giordano (4 marzo), e molti altri.
San Giovenale fu amico e conversatore di Sant’Euthymios il Grande. Durante il servizio arcivescovile di San Giovenale, la Chiesa d’Oriente fu turbata da pericolosi falsi insegnamenti, che egli contrastò con zelo pastorale, salvaguardando il gregge di Cristo.
Il Terzo Concilio Ecumenico fu convocato nella città di Efeso nel 431. Esso condannò l’eresia di Nestorios, che era contraria all’insegnamento ortodosso circa la natura divina di Gesù Cristo. San Cirillo di Alessandria (9 giugno) presiedette questo Concilio, e tra i suoi collaboratori vi era il Patriarca Giovenale.
Nel 451 il Quarto Concilio Ecumenico si riunì nella città di Calcedonia. Esso condannò l’eresia eutichiana [monofisita], che insegnava che la natura umana in Cristo era stata completamente inghiottita e assorbita dalla natura divina. I Santi Padri, tra i quali San Giovenale, condannarono l’eresia di Eutychios e affermarono la dottrina ortodossa dell’unione di due nature nel Signore Gesù Cristo, la divina e l’umana, senza separazione e senza mescolanza. Gli eretici, tuttavia, continuarono a confondere le menti dei cristiani.
A capo degli eretici stava Theodosios, che viveva a Gerusalemme, e che aveva attratto alla sua parte Eudokia, la vedova dell’imperatore Theodosios il Giovane (+ 450), che viveva a Gerusalemme. Egli esigeva che il Patriarca Giovenale ripudiasse il Concilio di Calcedonia; vale a dire, che rinunciasse al dogma ortodosso delle due nature in Cristo.
San Giovenale non acconsentì ad abbracciare la menzogna, e confessò con coraggio la dottrina calcedonese davanti agli eretici. Theodosios e i suoi seguaci deposero allora il Patriarca Giovenale dal trono patriarcale. Il Santo fuggì a Costantinopoli, presso il Patriarca Anatolios (3 luglio) e l’imperatore Marciano. L’eretico Theodosios, sotto il patronato di Eudokia, occupò il trono patriarcale in Palestina, ma solo per venti mesi. L’imperatore Marciano, che teneva in grande stima San Giovenale, lo reinsediò nuovamente sul trono patriarcale, e così il Santo Confessore ritornò a Gerusalemme.
Il Santo si adoperò molto per ristabilire la pace della Chiesa. Su suggerimento di San Simeone lo Stilita, l’imperatrice Eudokia si pentì davanti a San Giovenale e ritornò alla comunione con gli Ortodossi. Una gran parte del gregge di Gerusalemme, che era stato fuorviato dagli eretici, la seguì. Dopo aver sconfitto le perniciose eresie, e aver ristabilito l’unità di pensiero e l’ordine, il Patriarca Giovenale si addormentò in pace tra il suo fedele gregge, dopo aver servito come vescovo per trentotto anni.

