Giovenale di Alaska m.
San Giovenale, Protomartire d’America, nacque nel 1761 a Nerchinsk, in Siberia. Il suo nome secolare era John Feodorovich Hovorukhin, ed era stato formato come ingegnere minerario. In una lettera all’igumeno Nazario di Valaam (13 dicembre 1819), San Ghermano afferma che San Giovenale «era stato assistente nel nostro monastero ed era un ex ufficiale».
Dopo la morte della moglie nel 1791, John entrò in un monastero a San Pietroburgo (Lettera di San Ghermano del 13 dicembre 1819) e fu tonsurato con il nome di Giovenale. Tre anni dopo, andò in Alaska come missionario.
Nel 1794, gli ieromonaci Giovenale e Macario trascorsero due mesi nella zona intorno a Kodiak insegnando agli abitanti di Cristo e battezzandoli. Viaggiavano su piccole imbarcazioni di pelle in ogni sorta di tempo, dividendosi il territorio tra loro. San Ghermano racconta di una conversazione che udì un giorno mentre camminava con gli ieromonaci verso una piccola collina sul lato sud del porto. Si sedettero rivolti verso il mare e parlarono di varie cose. Ben presto iniziarono a discutere su dove ciascuno di loro dovesse andare a predicare. Infiammati di zelo e impazienti di mettersi in cammino, nacque una cordiale disputa tra padre Macario e padre Giovenale. Padre Macario disse che intendeva andare a nord, alle Isole Aleutine, e poi raggiungere la terraferma dell’Alaska, dove gli abitanti lo avevano invitato a visitare. I monaci avevano una mappa di Captain Cook che indicava che alcuni russi vivevano vicino a un certo fiume in quella particolare zona, e padre Macario sperava di trovarli.
Padre Giovenale lo interruppe, dicendo che credeva che la terraferma dell’Alaska fosse il suo territorio. «Ti prego di cedermi questo e di non offendermi in ciò», disse a padre Macario, «dato che la nave sta partendo per Yakutan. Io comincerò a predicare a sud, procedendo verso nord lungo l’oceano, attraverserò la penisola di Kenai, poi da quel porto passerò in Alaska».
Padre Macario si rattristò e disse, «No, padre. Non limitarmi in questo modo. Tu sai che la catena delle isole Aleutine è unita all’Alaska, dunque appartiene a me, e anche tutta la costa settentrionale. Quanto a te, la parte meridionale dell’America è sufficiente per tutta la tua vita, se ti aggrada».
Ascoltando il loro fervore apostolico, San Ghermano dice che egli «passò dalla gioia all’estasi» (Lettera all’igumeno Nazario, 19 maggio 1795).
Nel 1795, padre Giovenale battezzò oltre 700 Chugatchi a Nushek, poi attraversò la baia di Kenai e battezzò la popolazione locale di là. Nel 1796, secondo la tradizione orale dei nativi, San Giovenale giunse alla foce del Kuskokwim, vicino all’attuale villaggio di Quinahgak, dove fu ucciso da una squadra di cacciatori. (Esiste un diario falsificato attribuito a Ivan Petroff che dà una versione calunniosa della morte di padre Giovenale, e sostiene che fu martirizzato presso il lago Iliamna.)
La precisa ragione dell’uccisione di San Giovenale da parte dei nativi non è nota. Tuttavia, in seguito essi raccontarono qualcosa della sua morte a San Innocenzo. Dissero che San Giovenale non cercò di difendersi quando fu attaccato, né tentò in alcun modo di fuggire. Dopo essere stato colpito alle spalle, si voltò per affrontare i suoi aggressori e li pregò di risparmiare i nativi che egli aveva battezzato.
I nativi dissero a San Innocenzo che, dopo aver ucciso San Giovenale, egli si alzò e li seguì, esortandoli a pentirsi. Quelli si scagliarono di nuovo su di lui e gli inflissero un violento pestaggio. Ancora una volta, egli si rialzò e li chiamò al pentimento. Ciò accadde diverse volte, finché infine i nativi lo fecero a pezzi. Così lo zelante ieromonaco Giovenale divenne il primo cristiano ortodosso in America a ricevere la corona del martirio. La sua guida senza nome, possibilmente un indiano Tanaina convertito, fu anch’egli martirizzato nello stesso momento.
Si narra che uno sciamano locale rimosse la croce pettorale di ottone dal corpo di San Giovenale e tentò di lanciare un incantesimo. Inaspettatamente, lo sciamano fu sollevato da terra. Fece altri tre tentativi con lo stesso risultato, poi concluse che qui era all’opera una potenza maggiore della sua. Anni dopo, un uomo si presentò al Nushagak Trading Post indossando una croce pettorale di ottone esattamente uguale a quella che portava San Giovenale.
Una colonna di luce si levò dalle sue sante reliquie e raggiunse il cielo. Non si sa per quanto tempo continuò questo fenomeno.
San Giovenale, nella sua instancabile evangelizzazione delle popolazioni native dell’Alaska, servì la Chiesa più di tutti gli altri missionari messi insieme.



