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Giacomo il digiunatore in Siria

03-04

San Giacomo il Digliunatore visse una vita di ascesi nei pressi della città fenicia di Porphyrion nel VI secolo. Per quindici anni visse in una caverna, dedicandosi alle opere monastiche, e ricevette dal Signore il dono dei miracoli. Sotto la sua influenza molti degli abitanti del luogo si convertirono alla fede cristiana.

La fama dell’asceta si diffuse ovunque, ed egli si recò in un altro luogo affinché non cadesse in tentazione. Trovò una nuova caverna e vi visse per trent’anni. Il diavolo tese terribili insidie all’asceta. Giacomo guarì una giovane fanciulla posseduta da un demonio, ma poi cadde in peccato con lei. Per nascondere il suo peccato, uccise la fanciulla e la gettò in un fiume.

Sconvolto da questo peccato, si pentì di ciò che aveva fatto. Per molto tempo si nascose nel deserto, privo di riparo e di pace, tormentato dai pungoli della coscienza, ed era sul punto di abbandonare la vita monastica e di tornare nel mondo. Ma l’illimitata misericordia di Dio, contro la quale i peccati di questo mondo non possono prevalere, e che desidera la salvezza di tutto il genere umano, non permise la rovina di questo monaco che per tanti anni aveva faticato per il Signore.

Il Signore mandò a vuoto l’intento del diavolo di distruggere l’asceta, e lo ricondusse, attraverso il pentimento, sul sentiero della salvezza. Vagando nel deserto, Giacomo vide un monastero e, entratovi, confessò il suo peccato davanti all’igumeno e ai fratelli. L’igumeno lo esortò a rimanere con loro, temendo che alla fine cadesse nella disperazione. Ma Giacomo se ne andò e di nuovo vagò a lungo nel deserto.

Infine la Provvidenza onnibenefica di Dio lo condusse a un certo abitante del deserto, ricolmo di grazia e di sapienza. Sollevandolo dal suo peso, l’abitante del deserto suggerì a Giacomo di rimanere con lui. Ma Giacomo non volle rimanere presso lo starets, sebbene da lui fosse incoraggiato e ricolmato di speranza, e si ritirò in una caverna, dove per dieci anni offrì a Dio il suo pentimento, piangendo e lamentandosi, e chiedendo perdono per il peccato commesso. Il Signore ascoltò le preghiere del monaco penitente e gli concesse la Sua misericordia. Giacomo riacquistò il dono dei miracoli. Rimase nella caverna fino al momento della sua morte. Fu sepolto lì.