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Giacomo di Nisibi - immagine

Giacomo di Nisibi

01-13

San Giacomo, vescovo di Nisibi, era figlio del principe Gefal (Armenia) e ricevette un’ottima educazione. Fin dalla giovinezza amò la solitudine e per lungo tempo visse sui monti intorno alla città di Nisibi (al confine tra gli Imperi persiano e romano), dove intraprese severi exploit ascetici: viveva sotto il cielo aperto, si nutriva dei frutti degli alberi e di erbe, e si vestiva di pelli di capra. Il monaco trascorse tutto questo tempo in oranti conversazioni con Dio.

Durante una persecuzione dell’imperatore Massimiano (284-305) fu glorificato da una coraggiosa confessione della fede. A motivo della sua vita austera e pia, gli abitanti di Nisibi lo elessero loro vescovo (non più tardi dell’anno 314). San Giacomo fu glorificato per il suo ardente zelo per la Fede Ortodossa, per i grandi miracoli e per il dono della chiaroveggenza. Per le sue preghiere Nisibi fu salvata da un’invasione di Sapore, imperatore di Persia.

San Giacomo, tra i Padri del Primo Concilio Ecumenico, fu uno dei eminenti difensori della Fede Ortodossa. Pastore saggio e colto, fondò a Nisibi una scuola pubblica nella quale fu egli stesso insegnante. Lasciò una forte impressione nei cuori degli ascoltatori per l’elevata moralità della sua vita.

San Gregorio, vescovo della grande Armenia, si rivolse a lui con la richiesta di scrivere sulla fede, e il pastore di Nisibi gli mandò in risposta un articolato Discorso (18 Capitoli): sulla fede, sull’amore, sul digiuno, sulla preghiera, sulla lotta spirituale, sulla risurrezione dei morti, sui doveri dei pastori, sulla circoncisione (contro i Giudei), sulla scelta dei cibi, su Cristo come Figlio di Dio, e così via. La sua composizione si distingue per l’esposizione persuasiva e chiara e per il calore.

San Giacomo morì in pace verso l’anno 350.