Felice di Borgogna vescovo di Dunwich.
San Felice, l’Apostolo dell’Anglia Orientale, nacque nella regione della Borgogna in Gallia (oggi Francia). Fu lui a convertire Sigeberto (27 settembre), re dell’Anglia Orientale, mentre questi era in esilio in Gallia. Era stato costretto a fuggire là per salvarsi dalle macchinazioni dei suoi parenti.
Quando il santo Sigeberto (o Sigerberht, che significa “brillante vittoria”) fu richiamato in patria per reclamare la corona dei suoi antenati, egli invitò il suo padre spirituale, san Felice, a lasciare la Gallia per aiutarlo a convertire i suoi sudditi idolatri al Cristianesimo. San Felice fu consacrato vescovo nel 631 dall’arcivescovo Onorio di Canterbury (30 settembre), che lo inviò a predicare nell’Anglia Orientale.
Il nuovo vescovo ebbe molto successo nel suo ministero. Dopo diciassette anni aveva convertito quasi tutta la regione. Con l’aiuto del re Sigeberto egli fondò chiese, monasteri e una scuola per ragazzi, e san Felice la dotò di insegnanti provenienti da Canterbury. Per questo, alcuni lo considerano il fondatore dell’università di Cambridge. San Felice istituì anche scuole a Felixstoe e a Flixton, o Felixton.
Dopo due anni, il re Sigeberto abdicò in favore di suo cugino Egric ed entrò nel monastero di Cnobersburgh, oggi Burgh Castle nel Suffolk, il monastero che egli aveva fondato per san Fursey, o Fursa (16 gennaio), che vi aveva vissuto per circa dieci anni. Nel 642, dopo che il santo Sigeberto fu ucciso in battaglia contro il re Penda di Mercia, san Fursey fece un pellegrinaggio a Roma. Poi si recò in Gallia, dove fondò un monastero a Lagny-sur-Marne, vicino a Parigi, attorno all’anno 644.
San Felice si addormentò nel Signore nel 648 e fu sepolto a Dunwich, ma le sue reliquie furono trasferite all’abbazia di Ramsey nell’Huntingdonshire nel 971. San Felice ha dato il suo nome a Felixstowe nel Suffolk e a Felixkirk nello Yorkshire. È menzionato da san Beda (Storia della Chiesa Inglese e del Popolo, Libro 3, capitoli 18 e 20).
Dunwich un tempo era una grande città, con cinquantadue istituzioni religiose, ma fu gradualmente inghiottita dal mare. I resti dei campanili possono ancora essere visti, sott’acqua, a circa cinque miglia dalla riva.



