Eufrosina di Mosca
Oggi la Chiesa Ortodossa commemora la tonsura monastica di Santa Eufrosina di Mosca il 17 maggio 1407.
Dopo la morte di suo marito, il santo Demetrio del Don (19 maggio), a causa delle ferite ricevute nella battaglia di Kulikovo, la santa principessa Eudokia si astenne dal partecipare direttamente agli affari di stato; ma, su suo consiglio, l’icona miracolosa della Santissima Theotokos fu trasferita da Vladimir a Mosca (26 agosto 1395) a causa dell’invasione del Khan Tamerlano. Subito dopo, ella fondò un monastero femminile nel palazzo, dedicandolo all’Ascensione del Signore.
Benché inclinata alla vita monastica, non divenne ancora monaca in quel momento, poiché i suoi figli erano molto piccoli, e invece esercitò la reggenza. Indossava splendidi abiti regali, partecipava ai banchetti e prendeva parte ai consigli. Sotto i suoi costosi vestiti, portava catene di ferro, nascondendo ai circostanti le sue fatiche ascetiche e le sue opere di carità.
Poco prima della sua morte, le apparve un Angelo e le annunciò che la sua vita terrena sarebbe presto giunta alla fine. Allora diventò muta. Con segni e gesti fece capire che desiderava che fosse dipinta un’icona dell’Angelo. Quando fu terminata, Eudokia la venerò e chiese che ne fosse dipinta un’altra. Solo dopo che furono completate le icone dell’Arcangelo Michele ella riconobbe l’Angelo che le era apparso, e allora riacquistò la voce.
La santa espresse il desiderio di essere tonsurata, per poter trascorrere i suoi ultimi giorni nel raccoglimento e nella preghiera. In quel tempo apparve in sogno a un uomo cieco e gli promise di guarirlo.
Il 17 maggio 1407 la principessa Eudokia si stava recando al monastero, e il cieco sedeva lungo la strada. Udendo il suo passaggio, gridò: «Santa grande principessa, nutrice dei poveri! Tu ci hai sempre dato cibo e vestiario, e non hai mai respinto le nostre richieste! Non disprezzare ora la mia supplica, ma guariscimi dalla mia cecità, come mi hai promesso in sogno! Mi hai detto: “Domani ti darò la vista”. Ora è giunto il momento che tu compia la tua promessa».
Ella proseguì per la sua strada, come se non comprendesse le sue parole, ma, mentre passava, lo sfiorò, come per caso, con le maniche del suo mantello. L’uomo le premette sui suoi occhi e riacquistò la vista. Secondo la Tradizione, in quel giorno furono guarite trenta persone da varie malattie.
La principessa Eudokia fu tonsurata con il nome di Eufrosina, che in greco significa «gioia» o «letizia». La sua tonsura ebbe luogo nella chiesa di legno dell’Ascensione, nel monastero femminile.
La santa si addormentò nel Signore sette settimane dopo essere entrata in monastero, partendo verso il Signore all’età di cinquantaquattro anni il 7 luglio 1407. Su sua stessa richiesta, fu sepolta nella chiesa che lei stessa aveva iniziato a edificare nel Cremlino, dedicata all’Ascensione di Cristo. Le sue reliquie miracolose rimasero là fino al 1929.
Era stata sepolta sotto il pavimento della chiesa, con una copertura sopra la tomba. Nel 1922, dopo la Rivoluzione, questa copertura fu rubata dai Sovietici, mentre le reliquie di Santa Eufrosina rimasero nella tomba sotto il pavimento. Nel 1929 il governo decise di distruggere il monastero dell’Ascensione. Grazie agli sforzi dei lavoratori dei musei, le sue reliquie furono salvate insieme con i resti di altri personaggi della famiglia reale che vi erano sepolti. Le sue reliquie, tuttavia, devono ancora essere identificate e separate dalle altre. I resti furono deposti nella cattedrale dell’Arcangelo.
Nel 2006 iniziò a Mosca la costruzione di una chiesa dedicata a Santa Eufrosina. Essa si trova sul sito del palazzo del grande principe Demetrio. Quando sarà completata, è previsto di trasferire le sue reliquie in questa chiesa.
Santa Eufrosina è commemorata anche il 7 luglio, nel giorno del suo beato riposo.


