Esichio il digiunatore della Bitinia
San Esichio il Digiunatore nacque nell’VIII secolo nella città costiera di Adrineia in Bitinia. Cresciuto fin dalla giovinezza nella pietà, lasciò la casa dei genitori e praticò l’ascesi in un luogo deserto sul Monte Maionis. Nonostante la minaccia dei demoni, delle fiere e dei briganti che vivevano in quel luogo, il santo asceta, in cerca di una solitudine ancora maggiore, si stabilì lì e si costruì una cella, scavandosi un orto e cibandosi del frutto delle proprie fatiche. Dopo un certo tempo discepoli cominciarono a radunarsi attorno a lui. Presso una sorgente d’acqua in una valle non lontana, sant’Esichio edificò una chiesa nel nome del santo apostolo Andrea il Primocorifeo. Già durante la sua vita gli fu concesso il dono dei miracoli.
Un giorno gli portarono una fanciulla indemoniata. I suoi genitori, prostrandosi ai piedi del santo asceta, lo supplicarono con insistenza di pregare per la guarigione della figlia. Il santo asceta innalzò una preghiera per quella sventurata, e i demoni la lasciarono. Rivolgendosi quindi ai genitori della fanciulla guarita, sant’Esichio predisse che nel luogo dove la loro figlia era stata guarita sarebbe sorto un santo monastero femminile. E infatti, in seguito la profezia si compì.
Un angelo apparve a sant’Esichio tre giorni prima della sua fine e gli preannunciò il suo prossimo trapasso. Egli accolse la notizia con gioia. E prima della sua beata fine, il santo convocò i suoi discepoli e per lungo tempo li istruì. A mezzanotte la cella del santo e i dintorni all’improvviso si illuminarono di una luce celeste, e sant’Esichio si addormentò nel Signore pronunciando le parole: «Nelle tue mani, Signore, affido il mio spirito».
Nel luogo delle sue fatiche, in conformità alla predizione di sant’Esichio, fu in seguito edificato un monastero femminile. Le sante reliquie di sant’Esichio, sepolte nella chiesa del santo apostolo Andrea il Primocorifeo, furono poi trasferite da Teofilatto, vescovo di Amasia, nella città di Amasia (Asia Minore).
Il santo di oggi non va confuso con sant’Esichio il Teologo, presbitero di Gerusalemme (28 marzo), i cui scritti si trovano nella Filocalia.

