Dormizione della Madre di Dio. Simpliciano.
La Dormizione della nostra santissima Signora Theotokos e semprevergine Maria: Dopo l’Ascensione del Signore, la Madre di Dio rimase affidata alle cure dell’Apostolo Giovanni il Teologo, e durante i suoi viaggi Ella viveva nella casa dei suoi genitori, vicino al Monte degli Ulivi. Ella era una fonte di consolazione ed edificazione sia per gli Apostoli che per tutti i credenti. Conversando con loro, raccontava gli eventi miracolosi: l’Annunciazione, il concepimento senza seme e immacolato del Cristo nato da Lei, della Sua prima infanzia e della Sua vita terrena. Come gli Apostoli, Ella contribuì a piantare e fortificare la Chiesa cristiana con la Sua presenza, la Sua parola e le Sue preghiere.
La venerazione degli Apostoli per la santissima Vergine era straordinaria. Dopo aver ricevuto lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste, gli Apostoli rimasero a Gerusalemme per circa dieci anni, occupandosi della salvezza dei Giudei e desiderando, inoltre, vedere la Madre di Dio e ascoltare la Sua santa parola. Molti dei neofiti illuminati nella fede venivano anche da terre lontane a Gerusalemme per vedere e ascoltare l’All-Pura Madre di Dio.
Durante la persecuzione scatenata dal re Erode contro la giovane Chiesa di Cristo (Atti 12,1-3), la santissima Vergine e l’Apostolo Giovanni il Teologo si ritirarono ad Efeso nell’anno 43. La predicazione del Vangelo in quel luogo era toccata per sorteggio all’Apostolo Giovanni il Teologo. La Madre di Dio fu a Cipro con il santo Lazzaro il Quattro-Giorni-Morto, dove egli era vescovo. Fu anche sul santo Monte Athos. San Stefano del Santo Monte dice che la Madre di Dio ne parlò profeticamente: “Sia questo luogo la mia parte, donatami dal mio Figlio e mio Dio. Io sarò la Protettrice di questo luogo e intercederò presso Dio per esso”.
Il rispetto degli antichi cristiani per la Madre di Dio era così grande che essi conservarono quanto poterono della Sua vita, ciò che riuscirono a notare riguardo alle Sue parole e azioni, e trasmisero persino fino a noi una descrizione del Suo aspetto esteriore.
Secondo la Tradizione, basata sulle parole dei ieromartiri Dionisio l’Areopagita (3 ottobre) e Ignazio il Portatore-di-Dio (20 dicembre), sant’Ambrogio di Milano (7 dicembre) ebbe occasione di scrivere nella sua opera “Sulle Vergini” riguardo alla Madre di Dio: “Ella era Vergine non solo nel corpo, ma anche nell’anima, umile di cuore, circospetta nella parola, saggia di mente, non troppo incline a parlare, amante della lettura e del lavoro, e prudente nel parlare. La sua regola di vita era di non offendere nessuno, di desiderare il bene per tutti, di rispettare gli anziani, di non invidiare gli altri, evitare il vanto, essere sana di mente e amare la virtù.
“Quando mai Ella scagliò il minimo insulto in faccia ai Suoi genitori? Quando fu mai in discordia con i Suoi parenti? Quando mai si gonfiò d’orgoglio davanti a una persona modesta, o rise del debole, o evitò il bisognoso? In Lei non c’era nulla di sguardi sfacciati, nulla di parole sconvenienti, né di comportamento sconveniente. Ella era modesta nel movimento del Suo corpo, il Suo passo era quieto, e la Sua voce lineare; così che il Suo volto era espressione dell’anima. Ella era la personificazione della purezza.
“Tutti i Suoi giorni Ella si occupava del digiuno: dormiva solo quando era necessario e anche allora, quando il Suo corpo era a riposo, rimaneva vigile nello spirito, ripetendo nei sogni ciò che aveva letto, oppure l’attuazione di intenzioni proposte, o quelle ancora da progettare. Usciva dalla Sua casa solo per la chiesa, e allora solo in compagnia di parenti. Altrimenti, appariva di rado fuori casa in compagnia di altri, ed era la migliore custode di se stessa. Gli altri potevano proteggerla solo nel corpo, ma Lei stessa custodiva il Suo carattere.”
Secondo la Tradizione, proveniente dal compilatore della storia ecclesiastica Nikephóros Kallistos (XIV secolo), la Madre di Dio “era di statura media, o come altri suggeriscono, leggermente superiore alla media; i Suoi capelli erano dorati d’aspetto; i Suoi occhi luminosi, con pupille come olive lucenti; le Sue sopracciglia forti nella linea e moderatamente scure, il Suo naso pronunciato e la Sua bocca vibrante che rivelava dolce eloquio; il Suo volto non era né rotondo né angoloso, ma alquanto allungato; il palmo delle Sue mani e le dita erano piuttosto lunghe…
Nel colloquio con gli altri Ella conservava il decoro, senza divenire sciocca né agitata, e davvero soprattutto mai adirata; senza artificio, e diretta, non si preoccupava troppo di se stessa e, lontana dal coccolarsi, era distintamente piena di umiltà. Quanto alle vesti che indossava, si accontentava di colori naturali, come è dimostrato ancora oggi dal Suo santo copricapo. Basti dire che una grazia particolare accompagnava tutte le Sue azioni”. [Nikephóros Kallistos prese in prestito la sua descrizione da sant’Epifanio di Cipro (12 maggio), dalla “Lettera a Teofilo concernente le icone”.]
Le circostanze della Dormizione della Madre di Dio erano conosciute nella Chiesa ortodossa fin dai tempi apostolici. Già nel primo secolo, il ieromartire Dionisio l’Areopagita scrisse della Sua “Dormizione”. Nel secondo secolo, il racconto dell’ascesa corporale della santissima Vergine Maria al Cielo si trova nelle opere di Melitone, vescovo di Sardi. Nel quarto secolo, sant’Epifanio di Cipro si riferisce alla tradizione della “Dormizione” della Madre di Dio. Nel quinto secolo, sant’Juvenal, patriarca di Gerusalemme, disse alla santa imperatrice bizantina Pulcheria: “Benché non ci sia alcun racconto delle circostanze della Sua morte nella Sacra Scrittura, noi le conosciamo dalla più antica e credibile Tradizione”. Questa tradizione fu raccolta ed esposta nella Storia della Chiesa di Nikephóros Kallistos nel XIV secolo.
Al tempo della Sua beata Dormizione, la santissima Vergine Maria si trovava di nuovo a Gerusalemme. La Sua fama quale Madre di Dio si era ormai diffusa in tutta la terra e aveva suscitato contro di Lei molti invidiosi e malvagi. Essi volevano attentare alla Sua vita; ma Dio la preservò dai nemici.
Giorno e notte Ella trascorreva il Suo tempo in preghiera. La santissima Theotokos andava spesso al Santo Sepolcro del Signore, e qui innalzava ferventi preghiere. Più di una volta, i nemici del Salvatore cercarono di impedirLe di visitare quel luogo santo e chiesero al Sommo Sacerdote una guardia che vigilasse sul Sepolcro del Signore. La santa Vergine continuò a pregare proprio davanti a loro, eppure non era vista da nessuno.
In una di queste visite al Golgota, l’Arcangelo Gabriele Le apparve e annunciò il Suo prossimo passaggio da questa vita alla vita eterna. In pegno di ciò, l’Arcangelo Le diede un ramo di palma. Con questa notizia celeste la Madre di Dio ritornò a Betlemme con le tre fanciulle che La assistevano (Sepphora, Abigail e Jael). Ella convocò il giusto Giuseppe di Arimatea e altri discepoli del Signore e li informò del Suo prossimo riposo.
La santissima Vergine pregò anche che il Signore facesse venire a Lei l’Apostolo Giovanni. Lo Spirito Santo lo trasportò da Efeso, ponendolo proprio nel luogo dove la Madre di Dio giaceva. Dopo la preghiera, la santissima Vergine offrì incenso, e Giovanni udì una voce dal Cielo, che concludeva la Sua preghiera con la parola “Amen”. La Madre di Dio interpretò quella voce come significante il rapido arrivo degli Apostoli, dei Discepoli e delle sante Potenze Incorporee.
I fedeli, il cui numero ormai era impossibile da contare, si radunarono, dice san Giovanni Damasceno, come nuvole e aquile, per ascoltare la Madre di Dio. Vedendosi l’un l’altro, i Discepoli si rallegrarono, ma nella loro confusione si chiesero reciprocamente perché il Signore li avesse radunati in un solo luogo. San Giovanni il Teologo, salutandoli con lacrime di gioia, disse che il tempo del riposo della Vergine era vicino.
Entrando dalla Madre di Dio, la videro giacere sul letto, colma di gioia spirituale. I Discepoli La salutarono, e poi Le raccontarono come erano stati portati miracolosamente dai luoghi dove predicavano. La santissima Vergine Maria glorificò Dio, perché aveva ascoltato la Sua preghiera e aveva compiuto il desiderio del Suo cuore, ed Ella cominciò a parlare della Sua fine imminente.
Durante questa conversazione anche l’Apostolo Paolo apparve in modo miracoloso, insieme ai suoi discepoli Dionisio l’Areopagita, sant’Ieroteo, san Timoteo e altri dei Settanta Apostoli. Lo Spirito Santo li aveva radunati tutti insieme affinché potessero ricevere la benedizione dell’All-Pura Vergine Maria, e in modo più degno prendersi cura della sepoltura della Madre del Signore. Ella chiamò ciascuno di loro a Sé per nome, li benedisse ed esaltò per la loro fede e per le fatiche sopportate nella predicazione del Vangelo di Cristo. A ciascuno augurò la beatitudine eterna, e pregò con loro per la pace e il benessere di tutto il mondo.
Giunse quindi la terza ora (le 9 del mattino), quando doveva avvenire la Dormizione della Madre di Dio. Bruciava un gran numero di candele. I santi Discepoli circondavano il Suo letto splendidamente ornato, lodando Dio. Ella pregava in attesa della Sua dipartita e dell’arrivo del Suo tanto desiderato Figlio e Signore. All’improvviso risplendé la luce inesprimibile della Gloria Divina, di fronte alla quale le candele ardenti impallidirono. Tutti coloro che la videro furono presi da timore. Discendeva dal Cielo Cristo, il Re della Gloria, circondato da schiere di Angeli e Arcangeli e da altre Potenze celesti, insieme alle anime dei Progenitori e dei Profeti, che nei secoli passati avevano profetizzato riguardo alla santissima Vergine Maria.
Vedendo il Suo Figlio, la Madre di Dio esclamò: “L’anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore, perché ha guardato l’umiltà della Sua serva” (Luca 1,46-48) e, alzandosi dal letto per incontrare il Signore, si prostrò a Lui, e il Signore Le comandò di entrare nella Vita Eterna. Senza alcuna sofferenza corporale, come in un felice sonno, la santissima Vergine Maria rese la Sua anima nelle mani del Suo Figlio e Dio.
Allora incominciò un gioioso canto angelico. Accompagnando con riverente timore la pura anima della Sposa di Dio e con santo rispetto per la Regina del Cielo, gli angeli esclamavano: “Rallégrati, o Piena di grazia, il Signore è con Te, benedetta Tu fra le donne! Ecco, la Regina, l’Ancella di Dio viene, sollevate le porte, e con il Sempre-Eterno accogliete la Madre della Luce; perché per mezzo di Lei è venuta la salvezza a tutto il genere umano. È impossibile fissare lo sguardo su di Lei, ed è impossibile renderLe onore dovuto” (Stichirion ai “Signore, io ho gridato”). Le porte celesti furono sollevate e, incontrando l’anima della santissima Madre di Dio, i Cherubini e i Serafini La glorificarono con gioia. Il volto della Madre di Dio rifulgeva della gloria della verginità divina, e dal Suo corpo si diffondeva un dolce profumo.
Miracolosa fu la vita dell’All-Pura Vergine, e meraviglioso fu il Suo Riposo, come canta la santa Chiesa: “In Te, o Regina, il Dio di tutti ti ha dato come tua parte le cose che sono al di sopra della natura. Come nel parto Egli ha preservato la tua verginità, così anche nel sepolcro Egli ha preservato il tuo corpo dalla corruzione” (Canone 1, Ode 6, Tropario 1).
Baciando con timore e riverenza il corpo all-purissimo, i Discepoli ricevevano a turno la benedizione da esso e si riempivano di grazia e di gioia spirituale. Per la grande glorificazione della santissima Theotokos, l’onnipotente potenza di Dio guariva i malati che, con fede e amore, toccavano il santo letto funebre.
Piangendo la loro separazione dalla Madre di Dio, gli Apostoli si prepararono a seppellire il Suo corpo all-purissimo. I santi Apostoli Pietro, Paolo, Giacomo e altri dei Dodici Apostoli portarono la bara funebre sulle spalle, e su di essa giaceva il corpo della Semprevergine Maria. San Giovanni il Teologo andava alla testa con il raggiante ramo di palma del Paradiso. Gli altri santi e una moltitudine di fedeli accompagnavano la bara funebre con candele e turiboli, cantando sacri inni. Questa solenne processione andò da Sion, attraverso Gerusalemme, fino al Giardino del Getsemani.
All’inizio della processione apparve all’improvviso sopra il corpo all-purissimo della Madre di Dio e sopra tutti quelli che l’accompagnavano una splendente nube circolare, simile a una corona. Si udì il canto delle Potenze celesti che glorificavano la Madre di Dio, e che faceva eco alle voci di questo mondo. Questo cerchio di cantori celesti e di luce raggiante accompagnò la processione fino al luogo della sepoltura.
Gli abitanti increduli di Gerusalemme, stupiti dall’eccezionale solennità del corteo funebre e irritati per l’onore reso alla Madre di Gesù, ne fecero lamentela al Sommo Sacerdote e agli scribi. Ardendo d’invidia e di vendetta contro tutto ciò che ricordava loro Cristo, essi mandarono i propri servi a disturbare la processione e a bruciare il corpo della Madre di Dio.
Una folla furiosa e dei soldati si mossero contro i cristiani, ma la nube circolare che accompagnava la processione discese e li circondò come un muro. I persecutori udivano i passi e il canto, ma non potevano vedere nessuno di coloro che accompagnavano la processione. Anzi, molti di loro furono colpiti da cecità.
Il sacerdote giudeo Athonios, per dispetto e odio verso la Madre di Gesù di Nazareth, volle rovesciare la bara funebre sulla quale giaceva il corpo della santissima Vergine Maria, ma un angelo di Dio gli tagliò invisibilmente le mani che avevano toccato la bara. Vedendo un tale prodigio, Athonios si pentì e con fede confessò la maestà della Madre di Dio. Ricevette la guarigione e si unì alla folla che accompagnava il corpo della Madre di Dio, e divenne un fervente seguace di Cristo.
Quando la processione giunse nel Giardino del Getsemani, allora, tra pianti e lamenti, cominciò l’ultimo bacio al corpo all-purissimo. Solo verso sera gli Apostoli poterono deporlo nel sepolcro e sigillare l’ingresso della grotta con una grande pietra.
Per tre giorni essi non si allontanarono dal luogo della sepoltura, pregando e cantando i Salmi. Per la saggia provvidenza di Dio, l’Apostolo Tommaso non doveva essere presente alla sepoltura della Madre di Dio. Giungendo tardi, il terzo giorno, al Getsemani, si prostrò presso il sepolcro e con amare lacrime chiese che gli fosse concesso di vedere ancora una volta la Madre di Dio e di salutarla. Gli Apostoli, per sincera compassione verso di lui, decisero di aprire il sepolcro e di concedergli la consolazione di venerare le sante reliquie della Semprevergine Maria. Aperto il sepolcro, vi trovarono solo i lini funebri, e furono così convinti dell’ascesa corporale della santissima Vergine Maria al Cielo.
La sera dello stesso giorno, quando gli Apostoli si erano riuniti in una casa per ristabilirsi con un po’ di cibo, la Madre di Dio apparve loro e disse: “Rallegratevi! Io sono con voi tutti i giorni della vostra vita.” Questo rallegrò così tanto gli Apostoli e tutti quelli con loro, che essi presero una porzione del pane messo da parte al pasto in memoria del Salvatore (“la Porzione del Signore”) ed esclamarono: “Santissima Theotokos, salvaci”. (Questo segna l’inizio del rito dell’offerta della “Panagia” (“Tutta-Santa”), una porzione di pane in onore della Madre di Dio, rito che si compie nei monasteri fino ai nostri giorni).
La cintura della Madre di Dio, e il Suo santo abito, conservati con venerazione e distribuiti in frammenti sulla faccia della terra, hanno operato miracoli sia nel passato che nel presente. Le Sue numerose icone in ogni luogo effondono segni e guarigioni, e il Suo santo corpo, assunto in Cielo, dà testimonianza della nostra futura vita là. Il Suo corpo non fu lasciato in balìa delle vicissitudini di questo mondo transitorio, ma fu incomparabilmente esaltato dalla sua gloriosa ascesa al Cielo.
La festa della Dormizione della santissima Theotokos è celebrata con particolare solennità al Getsemani, il luogo della Sua sepoltura. In nessun altro luogo c’è un tale dolore del cuore per la separazione dalla Madre di Dio, e in nessun altro luogo una tale gioia per la Sua intercessione per il mondo.
La santa città di Gerusalemme è separata dal Monte degli Ulivi dalla valle del Kedron sulla pianura di Giosafat. Ai piedi del Monte degli Ulivi si trova il Giardino del Getsemani, dove gli ulivi fruttificano ancora oggi.
Il santissimo progenitore di Dio Gioacchino si era addormentato in pace all’età di 80 anni, alcuni anni dopo l’Ingresso della santissima Theotokos nel Tempio (21 novembre). Sant’Anna, rimasta vedova, si trasferì da Nazareth a Gerusalemme e visse vicino al Tempio. A Gerusalemme acquistò due appezzamenti di terreno: il primo presso le porte del Getsemani, e il secondo nella valle di Giosafat. In questo secondo luogo costruì un sepolcro per i membri della sua famiglia, dove lei stessa fu sepolta con Gioacchino. Fu lì, nel Giardino del Getsemani, che il Salvatore pregò spesso con i Suoi discepoli.
Il corpo santissimo della Madre di Dio fu sepolto nel sepolcro di famiglia. I cristiani onorarono il sepolcro della Madre di Dio e costruirono una chiesa in quel luogo. All’interno della chiesa era custodito il prezioso telo funebre che copriva il Suo corpo all-purissimo e profumato.
Il santo patriarca Juvenal di Gerusalemme (420-458) testimoniò davanti all’imperatore Marciano (450-457) l’autenticità della tradizione riguardante la miracolosa ascesa della Madre di Dio al Cielo, e inviò all’imperatrice, sant’Pulcheria (10 settembre), i lini funebri della Madre di Dio dal Suo sepolcro. Sant’Pulcheria pose poi questi lini funebri nella chiesa di Blacherne.
Sono state conservate testimonianze che alla fine del VII secolo era stata costruita una chiesa al di sopra della chiesa sotterranea della Dormizione della santissima Theotokos, e che dalla sua alta torre campanaria si poteva vedere la cupola della Chiesa della Risurrezione del Signore. Tracce di questa chiesa non sono più visibili. E nel IX secolo, vicino alla chiesa sotterranea del Getsemani fu costruito un monastero, nel quale lottavano più di 30 monaci.
Grandi devastazioni furono arrecate alla chiesa nell’anno 1009 dal saccheggiatore dei luoghi santi, Hakim. Cambiamenti radicali, le cui tracce rimangono tuttora, avvennero anche sotto i crociati nell’anno 1130. Tra l’XI e il XII secolo scomparve da Gerusalemme il pezzo di pietra scavata sulla quale il Salvatore aveva pregato la notte del Suo tradimento. Questo pezzo di pietra si trovava nella basilica del Getsemani dal VI secolo.
Ma, malgrado le distruzioni e i cambiamenti, l’originario impianto cruciforme (a croce) della chiesa è stato preservato. All’ingresso della chiesa, ai lati dei cancelli di ferro, si ergono quattro colonne di marmo. Per entrare nella chiesa è necessario scendere una scala di 48 gradini. Al 23° gradino, sul lato destro, c’è una cappella in onore dei santi progenitori di Dio Gioacchino e Anna insieme alle loro tombe, e sul lato sinistro, di fronte, la cappella di san Giuseppe lo Sposo con la sua tomba. La cappella di destra appartiene alla Chiesa ortodossa, e quella di sinistra alla Chiesa armena (dal 1814).
La chiesa della Dormizione della Theotokos ha le seguenti dimensioni: in lunghezza misura 48 arshin e in larghezza 8 arshin [1 arshin = 28 pollici]. In passato la chiesa aveva anche delle finestre accanto alle porte. L’intero tempio era adorno di una moltitudine di lampade e di offerte. Due piccole entrate conducono al sepolcro della Madre di Dio. Si entra dalla porta occidentale e si esce da quella settentrionale. Il sepolcro dell’All-Pura Vergine Maria è velato da preziose cortine. Il luogo della sepoltura è scavato nella roccia secondo l’uso degli antichi sepolcri giudaici ed è molto simile al Sepolcro del Signore. Oltre la camera sepolcrale si trova l’altare della chiesa, nel quale ogni giorno viene celebrata la Divina Liturgia in lingua greca.
Il bosco di ulivi sui lati orientale e settentrionale del tempio fu acquistato dai Turchi dagli ortodossi nel VII e VIII secolo. I cattolici acquistarono il bosco di ulivi a est e a sud nel 1803, e gli armeni sul lato ovest nel 1821.
Il 12 agosto, al Piccolo Getsemani, alla seconda ora della notte, il superiore della chiesa del Getsemani celebra la Divina Liturgia. Al termine della Liturgia, alla quarta ora del mattino, egli celebra un breve Moleben davanti al risplendente telo funebre, lo solleva tra le mani e lo porta solennemente fuori dalla chiesa fino al Getsemani propriamente detto, dove è situato il santo sepolcro della Madre di Dio. Tutti i membri della Missione Spirituale Russa a Gerusalemme, con il capo della Missione al loro seguito, partecipano ogni anno alla processione (chiamata “Litania”) con il santo telo funebre della Madre di Dio.
Il rito della Sepoltura della Madre di Dio al Getsemani comincia di solito al mattino del 14 agosto. Una moltitudine di persone, con i gerarchi e il clero alla testa, parte dal Patriarcato di Gerusalemme (vicino alla Chiesa della Risurrezione di Cristo) in processione funebre addolorata. Lungo le strette viuzze della Città Santa il corteo funebre si muove verso il Getsemani. In testa alla processione è portata un’icona della Dormizione della santissima Theotokos. Lungo il cammino, i pellegrini incontrano l’icona, baciano l’immagine dell’All-Pura Vergine Maria e sollevano i bambini di varie età verso l’icona. Dopo il clero, in due file, camminano i monaci e le monache in abito nero della Città Santa: greci, romeni, arabi, russi. La processione, che dura circa due ore, si conclude con le Lamentazioni nella chiesa del Getsemani. Davanti all’altare, oltre la camera sepolcrale della Madre di Dio, vi è un luogo rialzato sul quale riposa il telo funebre della santissima Madre di Dio, circondato da fiori profumati e mirto, con preziose coperture.
“O meraviglioso prodigio! La Fonte della Vita è posta nel sepolcro, e il sepolcro diviene la scala per il Cielo…” Qui, presso la tomba dell’All-Pura Vergine, queste parole colpiscono profondamente con il loro significato originario, e il dolore è dissipato dalla gioia: “Rallégrati, o Piena di grazia, il Signore è con Te, che concedi al mondo, per mezzo di Te, grande misericordia!”
Numerosi pellegrini, dopo aver baciato l’icona della Dormizione della santissima Theotokos, secondo un antico uso, poi si chinano e passano sotto di essa.
Nel giorno dell’Apodosi della festa (23 agosto), si compie un’altra solenne processione. Sulla via del ritorno, il santo telo funebre è portato dal clero guidato dall’archimandrita del Getsemani.
Vi è un articolo nel “Giornale del Patriarcato di Mosca”, 1979, n. 3, riguardo al rito della litania e alla festa della Dormizione della Madre di Dio in Terra Santa.
Oggi in chiesa si benedicono i fiori, e le persone li custodiscono nelle loro case. Nei tempi di discordia familiare o di malattia, i petali dei fiori vengono posti nel turibolo con l’incenso e tutta la casa viene incensata. Si veda la Preghiera alla santificazione di qualunque erba odorosa.



