Davide di Ermopoli
Prima di entrare in monastero, il santo Davide d’Egitto era il capo di una banda di briganti in Egitto, nel deserto di Hermopolis. Aveva commesso molti omicidi e altre azioni malvagie. Man mano che invecchiava, contemplava la sua vita ed era colmo di timore a causa dei suoi crimini passati. Lasciando la sua banda di briganti, si recò al monastero con l’intenzione di pentirsi della sua malvagità.
Supplicò l’igumeno di accoglierlo come uno dei fratelli, ma l’igumeno rifiutò. Spiegò a Davide che la loro vita monastica era molto severa e sarebbe andata oltre le sue forze. Davide insistette e infine rivelò all’igumeno che lui era il notorio brigante Davide. Disse che, se non lo avessero accolto, sarebbe tornato alla sua vita precedente, poi sarebbe ritornato a saccheggiare il monastero e a uccidere i monaci.
Allora l’igumeno lo ammise nel monastero e, con sorpresa di tutti, Davide divenne un eccellente monaco. Con i suoi severi sforzi Davide superò tutti i monaci. Dopo un certo tempo il Signore mandò l’Arcangelo Gabriele da Davide per dirgli che il Signore lo aveva perdonato. Il santo Davide, nella sua grande umiltà, non poteva credere che il Signore avrebbe perdonato un così grande peccatore qual egli era, in così poco tempo. L’Arcangelo allora gli disse che, a causa del suo dubbio, Davide sarebbe divenuto muto. Davide chiese che gli fosse permesso di recitare le sue preghiere, la regola monastica e di partecipare ai servizi in chiesa. Questo gli fu concesso, ma per il resto del tempo rimase muto.
Verso la fine della sua vita, il santo Davide ricevette da Dio il potere di compiere miracoli. Guarì molti malati e scacciò gli spiriti maligni. Avendo vissuto in questo modo per molti anni, si addormentò nel Signore.

