Costantino
La Chiesa chiama il Santo Costantino (306-337) “uguale agli Apostoli”, e gli storici lo chiamano “il Grande”. Egli era figlio del Cesare Costanzo Cloro (305-306), che governava le terre della Gallia e della Britannia. Sua madre era la Santa Elena, una cristiana di umili origini.
In quel tempo l’immenso Impero Romano era diviso in due metà, Occidentale e Orientale, governate da due imperatori indipendenti e dai loro coreggenti chiamati “Cesari”. Costanzo Cloro era Cesare nell’Impero Romano d’Occidente. Il Santo Costantino nacque nel 274, probabilmente a Niš in Serbia. Nel 294, Costanzo divorziò da Elena per accrescere la propria ambizione politica, sposando una donna di rango nobile. Dopo che egli divenne imperatore, Costantino mostrò grande onore e rispetto per sua madre, conferendole il titolo imperiale di “Augusta”.
Costantino, il futuro sovrano di tutto l’Impero Romano, fu cresciuto nel rispetto del Cristianesimo. Suo padre non perseguitò i cristiani nelle terre da lui governate. Ciò avveniva in un’epoca in cui i cristiani erano perseguitati in tutto l’Impero Romano dagli imperatori Diocleziano (284-305) e il suo coreggente Massimiano Galerio (305-311) in Oriente, e dall’imperatore Massimiano Ercole (284-305) in Occidente.
Dopo la morte di Costanzo Cloro nel 306, Costantino fu acclamato dall’esercito a York come imperatore della Gallia e della Britannia. Il primo atto del nuovo imperatore fu di concedere la libertà di praticare il Cristianesimo nei territori a lui soggetti. Il pagano Massimiano Galerio in Oriente e il feroce tiranno Massenzio in Occidente odiavano Costantino e complottarono per deporlo e ucciderlo, ma Costantino li superò in una serie di battaglie, sconfiggendo i suoi avversari con l’aiuto di Dio. Egli pregò Dio di dargli un segno che ispirasse il suo esercito a combattere valorosamente, e il Signore gli mostrò in cielo un radioso Segno della Croce con l’iscrizione: “Con questo Segno, vinci”.
Dopo che Costantino divenne l’unico sovrano dell’Impero Romano d’Occidente, egli promulgò nel 313 l’Editto di Milano, che garantiva la tolleranza religiosa per i cristiani. La Santa Elena, che era cristiana, può averlo influenzato in questa decisione. Nel 323, quando divenne l’unico sovrano dell’intero Impero Romano, egli estese le disposizioni dell’Editto di Milano alla metà Orientale dell’Impero. Dopo trecento anni di persecuzioni, i cristiani poterono finalmente praticare la loro fede senza timore.
Rinunciando al paganesimo, l’Imperatore non volle che la sua capitale rimanesse nell’antica Roma, il precedente centro del dominio pagano. Trasferì la sua capitale a Oriente, nella città di Bisanzio, che fu rinominata Costantinopoli, la città di Costantino (11 maggio). Costantino era profondamente convinto che solo il Cristianesimo potesse unificare l’immenso Impero Romano con i suoi popoli diversi. Sostenne la Chiesa in ogni modo. Richiamò i confessori cristiani dall’esilio, costruì chiese e si prese cura del clero.
L’imperatore venerava profondamente il vittorioso Segno della Croce del Signore, e desiderava anche trovare la Croce reale sulla quale il nostro Signore Gesù Cristo era stato crocifisso. A questo scopo egli inviò sua madre stessa, la santa imperatrice Elena, a Gerusalemme, conferendole sia potere sia denaro. Il Patriarca Macario di Gerusalemme e la Santa Elena iniziarono la ricerca e, per volontà di Dio, la Vivificante Croce fu miracolosamente scoperta nel 326. (Il racconto del ritrovamento della Croce del Signore si trova alla festa dell’Esaltazione della Croce, 14 settembre). La Chiesa Ortodossa commemora il Ritrovamento della Preziosa Croce e dei Preziosi Chiodi da parte della Santa Imperatrice Elena il 6 marzo.
Durante il soggiorno in Palestina, la santa imperatrice fece molto a beneficio della Chiesa. Ella ordinò che tutti i luoghi legati alla vita terrena del Signore e della Sua Tutta-Pura Madre fossero liberati da ogni traccia di paganesimo, e comandò che in quei luoghi fossero edificati templi.
L’imperatore Costantino ordinò che fosse costruita una magnifica chiesa in onore della Risurrezione di Cristo sopra il Suo sepolcro. La Santa Elena affidò la Vivificante Croce al Patriarca perché la custodisse, e portò con sé una parte della Croce per l’imperatore. Dopo aver distribuito generose elemosine a Gerusalemme e aver nutrito i bisognosi (talvolta servendoli lei stessa), la santa imperatrice Elena tornò a Costantinopoli, dove morì nell’anno 327.
A causa dei suoi grandi servizi resi alla Chiesa e del suo impegno nel ritrovamento della Vivificante Croce, l’imperatrice Elena è chiamata “uguale agli Apostoli”.
Lo stato di pace della Chiesa cristiana fu turbato da liti, discordie ed eresie che erano sorte al suo interno. Già all’inizio del regno del Santo Costantino erano sorte in Occidente le eresie dei Donatisti e dei Novaziani. Essi richiedevano un secondo battesimo per coloro che erano venuti meno durante le persecuzioni contro i cristiani. Queste eresie, rigettate da due concili locali della Chiesa, furono infine condannate al Concilio di Milano del 316.
Particolarmente rovinosa per la Chiesa fu l’ascesa dell’eresia ariana in Oriente, che negava la Natura Divina del Figlio di Dio e insegnava che Gesù Cristo era una semplice creatura. Per ordine dell’imperatore fu convocato il Primo Concilio Ecumenico nella città di Nicea nel 325.
Al Concilio parteciparono 318 vescovi. Tra i partecipanti vi erano vescovi-confessori del periodo delle persecuzioni e molti altri luminari della Chiesa, tra i quali il Santo Nicola di Myra in Licia. (Il racconto sul Concilio si trova al 29 maggio). L’imperatore fu presente alle sessioni del Concilio. L’eresia di Ario fu condannata e fu composto un Simbolo di Fede (Credo), nel quale fu incluso il termine “consubstanziale al Padre”, su insistenza dell’Imperatore, confermando la verità della divinità di Gesù Cristo, che assunse la natura umana per la redenzione di tutto il genere umano.
Dopo il Concilio di Nicea, il Santo Costantino continuò a svolgere un ruolo attivo per il bene della Chiesa. Egli ricevette il santo Battesimo sul letto di morte, avendosi preparato ad esso per tutta la sua vita. Il Santo Costantino morì nel giorno della Pentecoste dell’anno 337 e fu sepolto nella chiesa dei Santi Apostoli, in una cripta che egli stesso aveva predisposto.
Una scapola del Santo Costantino si trova nel Monastero di Konstamonítou sul Monte Athos. Parti delle Sante Reliquie del Santo Costantino si trovano anche nel Monastero di Kykkos a Cipro; nella Santa Trinità – Lavra di San Sergio a Mosca; e nella Lavra di Sant’Alessandro Nevskij a San Pietroburgo.



