Ciriaca ml
Santa Kyriake era l’unica figlia di Dorotheos ed Eusebia. Poiché nacque di domenica (Kyriake, in greco), fu chiamata Kyriake.
Un giorno un ricco magistrato desiderò fidanzare Kyriake con suo figlio. Non solo era giovane e bella, ma i suoi genitori erano ricchi, e il magistrato desiderava impadronirsi di quelle ricchezze. Il magistrato andò dai suoi genitori per chiederne la mano, ma santa Kyriake gli disse che desiderava rimanere vergine, perché si era consacrata a Cristo.
Il magistrato si adirò per le sue parole, e andò dall’imperatore Diocleziano per denunciare la santa e i suoi genitori come cristiani che schernivano gli idoli e rifiutavano di offrire loro sacrifici.
Diocleziano mandò dei soldati ad arrestare la famiglia e a condurla davanti a lui. Chiese loro perché non volessero onorare gli dèi che egli stesso onorava. Essi risposero che quelli erano falsi dèi e che Cristo era l’unico vero Dio.
Dorotheos fu percosso finché i soldati si stancarono e non furono più in grado di continuare. Poiché né le lusinghe né i tormenti ebbero effetto, Diocleziano mandò Dorotheos ed Eusebia a Melitene, al confine orientale tra la Cappadocia e l’Armenia. Poi mandò santa Kyriake a essere interrogata dal suo genero e coreggente Massimiano a Nicomedia.
Massimiano la esortò a non gettare via la propria vita, promettendole ricchezze e il matrimonio con uno dei parenti di Diocleziano se avesse adorato gli dèi pagani. Santa Kyriake rispose che non avrebbe mai rinnegato Cristo, né desiderava ricchezze mondane. Irritato dalla sua risposta audace, Massimiano la fece flagellare. I soldati che le infliggevano questa punizione si stancarono e dovettero essere sostituiti tre volte.
Vergognandosi del proprio fallimento nel vincere una giovane donna, Massimiano mandò santa Kyriake da Ilarione, eparca di Bitinia, a Calcedonia. Gli ordinò di convertire Kyriake al paganesimo, oppure di rimandarla da lui.
Rivolgendo le stesse promesse e minacce che Diocleziano e Massimiano avevano già fatto, Ilarione non ebbe più successo di loro. Santa Kyriake lo sfidò a fare il peggio che poteva, perché Cristo l’avrebbe aiutata a trionfare. La santa fu sospesa per i capelli per diverse ore, mentre i soldati bruciavano il suo corpo con le torce. Non solo sopportò tutto questo, ma sembrava diventare ancora più coraggiosa sotto la tortura. Infine fu tirata giù e messa in una cella di prigione.
Quella notte Cristo le apparve e guarì le sue ferite. Quando Ilarione la vide il giorno seguente, dichiarò che era stata guarita dagli dèi perché avevano avuto pietà di lei. Poi Ilarione la esortò ad andare al tempio per ringraziare gli dèi. Lei gli disse che era stata guarita da Cristo, ma acconsentì ad andare al tempio. L’eparca si rallegrò, pensando di averla vinta.
Nel tempio, santa Kyriake pregò che Dio distruggesse gli idoli senz’anima. Improvvisamente vi fu un grande terremoto che fece crollare gli idoli, frantumandoli in pezzi. Tutti fuggirono dal tempio per la paura, lasciando Ilarione indietro. Invece di riconoscere la potenza di Cristo, l’eparca bestemmiò il vero Dio come il distruttore dei suoi dèi pagani. Fu colpito da un fulmine e morì all’istante.
Santa Kyriake fu nuovamente torturata da Apollonios, che succedette a Ilarione come eparca. Quando fu gettata nel fuoco, le fiamme si spensero. Quando fu gettata alle fiere, esse divennero mansuete e docili. Perciò Apollonios la condannò a morte per decapitazione. Le fu concesso del tempo per pregare, così chiese a Dio di ricevere la sua anima e di ricordare coloro che avrebbero onorato il suo martirio.
Appena santa Kyriake terminò la sua preghiera, gli angeli presero la sua anima prima che i soldati potessero tagliarle la testa. Cristiani pii presero le sue reliquie e le seppellirono in un luogo d’onore.



