centotrenta sante donne, martiri
La Santa Vergine Martire Giuliana, figlia di un illustre pagano di nome Africanus, nacque nella città di Nicomedia. Da bambina fu fidanzata a un certo Elusius, uno dei consiglieri dell’imperatore. Santa Giuliana era dotata di un profondo intelletto e di bontà d’animo. Vide l’inganno e la falsità della fede pagana, e in segreto ricevette il santo Battesimo.
Quando si avvicinò il tempo del suo matrimonio, Giuliana rifiutò di sposarsi. Suo padre la esortò a non rompere il fidanzamento, ma quando ella si rifiutò di obbedirgli, cominciò a picchiarla ferocemente. Allora Africanus consegnò sua figlia all’Eparca, che si trovava ad essere Elusius, l’ex fidanzato di Giuliana. Elusius chiese con fervore a Giuliana di sposarlo, promettendo di non pretendere che ella abbandonasse la sua fede. Santa Giuliana rifiutò e disse che avrebbe preferito essere messa a morte.
Colpirono a lungo e duramente la santa, ma dopo ogni percosse ella riceveva guarigione e nuova forza da Dio. La sua punizione avvenne davanti a un gran numero di persone. Di queste, cinquecento uomini e centotrenta donne vennero a confessare Cristo dopo aver visto la fermezza e il coraggio della santa vergine, miracolosamente guarita dalle sue ferite. Furono tutti decapitati, e furono battezzati nel proprio sangue.
Convinto dell’inutilità di tentare di separare la santa vergine dal suo celeste Sposo, Elusius condannò Giuliana a morte. Ella accettò la sentenza con gioia e glorificò il Signore per averle concesso di ricevere la corona del martirio. La santa Martire Giuliana fu messa a morte nell’anno 304.
Santa Giuliana è il soggetto di un poema anglosassone, che si ritiene sia stato scritto da Cynewulf nell’VIII secolo.



